Alcoa, protesta sul silo: "L'azienda rispetti gli impegni"

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Nonostante il maltempo, prosegue  a Portovesme l'iniziativa dei due sindacalisti sul serbatoio pensile, a 70 metri d'altezza. Al telefono con SkyTG24 spiegano: "Il governo stringa i tempi e favorisca quanto prima la chiusura della trattativa"

Per il terzo giorno consecutivo, venerdì 14, prosegue a Portovesme la protesta dei sindacalisti della Fiom e Fim, Franco Bardi e Rino Barca, sul serbatoio pensile dell'Alcoa, a settanta metri di altezza.

Le condizioni del tempo della notte non hanno scoraggiato la protesta:  "C'è un po' di apprensione anche se per fortuna il vento si è attenuato intorno al le 3.30", ha spiegato al telefono a SkyTG24 Rino Barca: "Sappiamo che a livello nazionale si stanno muovendo i nostri colleghi - ha aggiunto -  e speriamo che la fabbrica non si fermi. E' l’unico obiettivo che ci stiamo ponendo".

C'è attesa intanto per l'incontro fra i rappresentanti dell'azienda e le organizzazioni sindacali. I sindacalisti hanno confermato che non scenderanno "fino a quando l'azienda non rispetterà gli impegni presi. Chiediamo - ha aggiunto Barca - che il governo stringa i tempi e favorisca quanto prima la chiusura della trattativa". 

Le questioni principali sono due, spiega Barca: "Il prezzo dell’energia e la durata di questo prezzo nel periodo medio lungo. Sono elementi che portano lo stabilimento ad avere un certo tipo di appetibilità sul mercato".

Il dietrofront della multinazionale americana, che invece di rallentare vorrebbe accelerare la fermata dell'impianto, non irrita solo lavoratori e sindacati, ma anche le istituzioni. Il Governo ha già richiamato l'Alcoa al rispetto degli impegni sottoscritti al tavolo ministeriale e a stretto giro l'azienda ha risposto affermando che tutto procede secondo programma. Sono in molti, però, a leggere questa dichiarazione ufficiale come una vera e propria provocazione.

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