Alcoa, la protesta degli operai arriva a Roma

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I lavoratori sardi si preparano alla trasferta "calda" nella Capitale in vista del vertice di lunedì 10 al ministero dello Sviluppo economico. Attese risposte sulle sorti dello stabilimento e sul destino di almeno 800 buste paga

Archiviata la giornata di sabato 8 ad altissima tensione per il ritrovamento della finta bomba all'ingresso dello stabilimento di Portovesme, sotto un traliccio di Terna, gli operai dell'Alcoa si preparano alla trasferta di Roma che si annuncia altrettanto "calda". Lunedì 10, in occasione del vertice al ministero dello Sviluppo economico da cui dipendono le sorti dell'impianto del Sulcis, i sindacati hanno organizzato un corteo che sfilerà, guardato a vista da un imponente servizio di sicurezza, per le vie della capitale sino a raggiungere e presidiare la sede del dicastero.

Il negoziato -
Dall'incontro operai, rappresentanti dei lavoratori e istituzioni locali si aspettano risposte sul futuro dello stabilimento sardo, cuore della produzione di alluminio primario in Italia, e sul destino di almeno 800 buste paga. Tutti confidano nell'apertura di una vera trattativa per la vendita della fabbrica, ma per sbloccare il negoziato serve la "firma" su una reale manifestazione di interesse da parte delle uniche due multinazionali, le svizzere Glencore e Klesch, uscite timidamente allo scoperto per una possibile acquisizione. Molti i paletti posti dalle due società al Governo per l'apertura formale del negoziato, su tutti il problema dell'abbattimento dei costi dell'energia senza violare la normativa europea e la questione degli esuberi (Glencore punterebbe ad un dimagrimento di almeno 350 dipendenti).

Passera: ci impegneremo ma al momento non ci sono acquirenti -
A gelare gli entusiasmi ci ha pensato il ministro Corrado Passera: "andremo avanti per mesi per cercare una candidatura ma bisogna avere il coraggio di pensare anche ad altre alternative. La verità - ha chiarito il responsabile dello Sviluppo economico - è che in questo momento non ci sono imprenditori pronti a farsi carico di questa azienda anche a fronte di un pacchetto energia compatibile con le regole europee e la disponibilità della Regione Sardegna".
E da Cernobbio il ministro ha aggiunto come oggi "non abbiamo investitori interessati ad acquisire un'azienda che sta chiudendo". Quella di domani per Alcoa "sarà una tappa importante", per trovare soluzioni che siano comunque "economicamente sostenibili e rispettose delle regole europee". "In taluni casi ci riusciamo, in taluni non è possibile raggiungere quel risultato - ha aggiunto il ministro - bisogna favorire modelli di sviluppo diversi anche per quelle regioni che non possono più contenere modelli di sviluppo legati all'industria pesante". Dunque in questo clima di incertezza, una Roma blindata accoglierà un esercito agguerrito di 500-600 persone tra operai, sindacalisti, sindaci e amministratori del territorio ma anche commercianti, pastori e semplici cittadini.

Gli operai: "A Roma non sappiamo cosa succederà" -
In campo a Roma un migliaio di uomini delle forze dell'ordine e luoghi istituzionali sorvegliati speciali. Rafforzato anche il servizio d'ordine predisposto dal sindacato per impedire l'infiltrazione di violenti nel corteo. "L'altra volta ci siamo arrampicati sul cancello del ministero, domani - avvertono i lavoratori sempre più arrabbiati - non sappiamo che cosa succederà".

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