Schettino la sera del naufragio: “Che cosa ho combinato”

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La Stampa pubblica i dialoghi registrati dalla scatola nera il 13 gennaio, quando la Costa Concordia s’incagliò al Giglio. I dubbi, le paure, le bugie. E il comandante che alla moglie dice: “La mia carriera è finita, ma sto facendo una bella manovra”

“Madonna, ch’aggio cumbinato”. Sono le parole pronunciate dal comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, la sera del 13 gennaio 2012, poco dopo l’impatto della nave contro uno scoglio dell’Isola del Giglio. Ad anticiparle è il quotidiano La Stampa, che pubblica la perizia suppletiva sulla scatola nera, che sarà depositata la prossima settimana al tribunale di Grosseto e che permette di individuare gli autori delle conversazioni avvenute sulla plancia di comando la sera del naufragio.
Alle 18.27 il comandante Schettino annuncia ai colleghi: “Amm’a fa’ l’inchino al Giglio”. Secondo il quotidiano torinese, dalle conversazioni registrate dalla scatola nera è possibile intuire che anche la società Costa Crociere fosse al corrente dell’operazione. La frase “madonna, ch’aggio cumbinato” viene pronunciata da Schettino alle 21.45, la nave ha da poco toccato lo scoglio.
Inizia a questo punto il tira e molla prima con i passeggeri (“Di’ che c’è stato un black out”, avrebbe detto il capitano a un collega), poi con la compagnia (“Non andiamo a fondo, a fondo non ci andiamo… bisogna chiamare qualche rimorchiatore che ci porti via”).

Secondo La Stampa, Schettino, che comunque "viene ritenuto uno dei migliori della Costa", a un certo punto perde il controllo della situazione. “Allora dobbiamo abbandonare la nave?”, chiede alle 22.29 al direttore della sala macchine Pillon. E mentre Schettino temporeggia, è l’ufficiale di coperta Martino Pellegrini a prendere in mano l’emergenza: “Andate via, andate via…”.

Alle 23.08 Schettino, che attualmente si trova con l’obbligo di dimora a Meta di Sorrento con l’accusa di disastro colposo, omicidio plurimo e abbandono della nave, chiama la moglie: “Fabì, ho finito la mia carriera di comandante. Abbiamo urtato su un basso fondale, la nave si è inclinata ma sto facendo una bella manovra... è tutto sotto controllo”.
Pochi minuti dopo il comandante e gli ufficiali lasceranno la plancia. Qualcuno chiede se si deve “abbandonare il ponte”. Schettino risponde: “Non ho detto abbandonare, venite con me”.

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