La nipote di Martini: "Ha chiesto di essere addormentato"

Il cardinale Carlo Maria Martini in visita a San Vittore (Credits: Fotogramma)
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In una lettera pubblicata su Stampa e Corriere della Sera Giulia Facchini racconta le ultime ore di vita del cardinale scomparso il 31 agosto: "Una dottoressa con due occhi chiari e limpidi, una esperta di cure che accompagnano alla morte, ti ha sedato"

"Lo sento, Tu vorresti che parlassimo dell'agonia, della fatica di andare incontro alla morte, dell'importanza della buona morte", "se tu potessi usare oggi parole umane, credo ci diresti di parlare con il malato della sua morte, di condividere i suoi timori, di ascoltare i suoi desideri senza paura o ipocrisia".  E' quanto scrive in una lettera pubblicata dal Corriere della Sera e dalla Stampa, la nipote del cardinale Carlo Maria Martini, Giulia Facchini che racconta gli ultimi momenti della vita del porporato scomparso venerdì 31 agosto.

"Con la consapevolezza condivisa che il momento si avvicinava - racconta Facchini - quando non ce l'hai fatta più, hai chiesto di essere addormentato. Così una dottoressa con due occhi chiari e limpidi, una esperta di cure che accompagnano alla morte, ti ha sedato", "seppure fisicamente non cosciente, l'agonia non è stata né facile, né breve".
"E' di questo tempo dell'agonia - aggiunge - che tanto ci spaventa, che sono certa tu vorresti dire. La chiave di volta è stata l'abbandono della pretesa di guarigione o di prosecuzione della vita nonostante tutto. Tu diresti "la resa alla volontà di Dio".

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