Lusi, il Riesame conferma il carcere: "Ambiguo e reticente"

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La decisione del Tribunale nei confronti dell’ex tesoriere della Margherita, in cella dal 20 giugno con l’accusa di aver saccheggiato le casse del partito. I pm si erano invece detti favorevoli alla scarcerazione

Resta in carcere il senatore ed ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi, accusato di aver saccheggiato le casse del partito. Il tribunale del Riesame ha confermato gli arresti dopo la pronuncia della Cassazione che il 31 luglio scorso aveva annullato con rinvio la conferma da parte del tribunale della libertà della custodia nel carcere di Rebibbia. Il legale di Lusi, intervistato da SkyTG24 si è detto "molto perplesso".

Il procuratore aggiunto Alberto Caperna e il pm Stefano Pesci, nell'udienza a porte chiuse del 31 agosto scorso, avevano espresso parere favorevole alla concessione degli arresti domiciliari per Lusi. E in caso di via libera del riesame, l'ex tesoriere della Margherita sarebbe andato in un convento abruzzese. Invece, con questo provvedimento, il senatore, accusato di associazione per delinquere finalizzata all'appropriazione indebita, continuerà a rimanere nel carcere di Rebibbia.

Il Riesame, nelle 6 pagine di motivazione, ha spiegato che Lusi è stato "ambiguo, reticente e volutamente confuso" quindi permane il rischio che, qualora sia messo ai domiciliari, possa ancora inquinare le prove. Lusi, secondo i giudici, non ha "mai mostrato pentimento" e non c'è allo stato dei fatti un luogo dove possa andare, dunque il carcere viene ritenuto l'unica garanzia.

Lusi è in cella a Rebibbia dal 20 giugno scorso, dopo il via libera al suo arresto pronunciato dall'aula del Senato. Il senatore è accusato, assieme ad altre persone, tra cui anche la moglie Giovanna Petricone, di associazione a delinquere finalizzata all'appropriazione indebita.

Le parole dell'avvocato - Luca Petrucci, avvocato di Luigi Lusi, intervistato da SkyTG24, ha dichiarato: "Siamo molto perplessi. Il Riesame ribadisce il pericolo di inquinamento delle prove e del pericolo di fuga. Riteniamo che siano motivazioni sprovviste di qualsiasi riscontro probatorio. Come può inquinare le prove non essendo più tesoriere? Come può darsi alla fuga avendo riconsegnato il passaporto?". Il legale dell'ex tesoriere della Margherita annuncia: "Ricorreremo in Cassazione. Auspichiamo che il gip posso riconsiderare la decisione. Lusi si è assunto le sue responsabilità e ha raccontato la sua versione. Noi non abbiamo chiesto gli arresti domiciliari in un convento. Da tempo Lusi ha offerto alle parti le restituzioni del patrimonio che gli viene contestato, qualora la Margherita voglia riprenderlo".

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