Mafia, arrestato in Venezuela il boss Bonomolo

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Accusato di associazione mafiosa ed estorsione, è stato fermato a Porlamar, nell'isola di Margarita. Da cinque anni latitante, è un esponente di spicco della 'famiglia' di Palermo centro

E' finita dopo cinque anni la latitanza di Salvatore Bonomolo, esponente di spicco della 'famiglia' di Palermo centro, inserita nel mandamento di Porta Nuova, resosi irreperibile dal 2007.
Il boss, accusato di associazione mafiosa ed estorsione, è stato catturato in Venezuela durante un'operazione congiunta eseguita dalla Sezione Catturandi della Questura di Palermo, dal Servizio centrale operativo della Polizia, dall'Interpol e dalla Polizia venezuelana.

Le indagini che hanno portato alla sua cattura sono scattate lo scorso aprile. L'uomo è stato fermato a Porlamar, cittadina venezuelana situata nell'isola di Margarita nei pressi di uno dei più importanti centri commerciali del luogo.
Dopo l'arresto, Bonomolo è stato condotto in Tribunale per le formalità di rito. A coordinare le indagini, il procuratore aggiunto della Dda Antonio Ingroia.

Bonomolo, secondo l'accusa, era affiliato al clan di Porta Nuova e gestiva squadre di esattori del 'pizzo', controllando le estorsioni nella zona di sua competenza. Di lui hanno parlato anche diversi collaboratori di giustizia. "Questo arresto -ha detto il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia- dimostra che non esistono isole felici e paradisi lontani dalla Sicilia per sfuggire alla giustizia. Il coordinamento internazionale ci permette di essere meno indifesi su questo piano. Ancora una volta è stato fondamentale lo strumento delle intercettazioni, che dobbiamo tenerci stretto". Il questore di Palermo, Nicola Zito, ha sottolineato che con la cattura di Bonomolo "si restringe l'operatività internazionale di Cosa Nostra".

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