Calabria, in manette consigliere regionale

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Antonio Rappoccio (Pri) è accusato di associazione per delinquere, corruzione elettorale aggravata, truffa e peculato. Avrebbe tra l'altro indotto in errore alcuni elettori cui veniva promesso un posto di lavoro a tempo indeterminato in cambio del voto

Il consigliere regionale della Calabria Antonio Rappoccio è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria, che ha dato esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del capoluogo.
L'arresto, per associazione per delinquere, corruzione elettorale aggravata, truffa e peculato, è avvenuto su richiesta della Procura Generale, che lo scorso giugno aveva avocato l'inchiesta che aveva già portato al rinvio a giudizio, per corruzione elettorale semplice di Rappoccio, eletto al consiglio regionale quale componente del "Gruppo Insieme per la Calabria-Scopelliti Presidente", in quota Pri.

Secondo l'accusa Rappoccio avrebbe promosso e ideato un meccanismo fraudolento per essere eletto in occasione del rinnovo del Consiglio regionale del 2010, nonché per tentare di fare eleggere, al Consiglio comunale di Reggio Calabria, Elisa Campolo, che però non è risultata eletta.
Sempre secondo l'accusa il politico, in concorso con altri, con la costituzione della società "Sud Energia" e l'invio di lettere con le quali si comunicava falsamente l'imminente assunzione a tempo indeterminato, avrebbe indotto in errore un gran numero di elettori cui veniva promesso un posto di lavoro, in cambio del voto a Elisa Campolo.
L'accusa di truffa, per la Procura Generale, deriva dalla circostanza che Rappoccio, insieme agli altri indagati, avrebbe indotto circa 850 persone a iscriversi, versando 15 euro, alla cooperativa Alicante e a partecipare, dietro il pagamento di 20 euro, a un concorso "superando il quale - a dire secondo l'accusa del Rappoccio e degli indagati - avrebbero avuto concrete possibilità di lavoro".
Tra i rati contestati, anche quello di peculato: le telefonate effettuate per contattare coloro cui veniva prospettato un posto di lavoro sarebbero state infatti effettuate dagli apparecchi telefonici del palazzo comunale di Reggio Calabria, presso la sede del gruppo Pri.

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