Forestale morto, la moglie: "Soccorsi arrivati dopo 5 ore"

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La vedova di Michele Ciglione, l'operaio che ha perso la vita nell'incendio di Lauro, ora accusa: "L'ambulanza è arrivata quando mio marito era già morto". La procura di Avellino indaga sulla tragedia. Intanto la Campania continua a bruciare

"Mio marito era ancora vivo. L'ambulanza è stata chiamata alle 14 ed è arrivata alle 18.40 quando per lui ormai non c'era più niente da fare". Cinque ore di ritardo nei soccorsi: questa l'accusa lanciata da Concetta Bollente, vedova di Michele Ciglione, l'operaio forestale di 57 anni, morto durante il rogo nei boschi di Lauro, in Irpinia. "Il collega gli ha fatto la respirazione bocca a bocca, il polso batteva ancora".

Ora sarà la procura di Avellino a stabilire con un'inchiesta se la tragedia si poteva evitare e se ci sono eventuali responsabilità per la morte di Ciglione. L'autopsia ha stabilito che l'operaio è deceduto per soffocamento. I soccorritori, per il momento, hanno replicato che il loro intervento è stato "tempestivo". Intanto il giudice del Riesame di Avellino deve decidere sul fermo di Giuseppe La Marca, il 56enne originario di Nola (Napoli) accusato di aver provocato l'incendio. L'uomo deve rispondere di omicidio colposo e incendio boschivo doloso: l'indagato, che di professione fa l' autotrasportatore, avrebbe acceso delle sterpaglie in un fondo di sua proprietà e le fiamme, alimentate dal vento, hanno raggiunto il castagneto dove Ciglione ha trovato la morte.

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