Emilia, corsa contro il tempo per riaprire le scuole

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A tre mesi dalla prima delle due violente scosse di terremoto che hanno provocato 27 vittime e oltre 11 miliardi di danni, si lavora per dare un tetto agli studenti che torneranno sui banchi. A Mirandola e Finale non ci sono più istituti superiori agibili

Chiudere tutti i campi di accoglienza entro l'autunno e garantire la regolare apertura dell'anno scolastico. Finita la fase dell'emergenza, l'Emilia Romagna punta ora a fare in fretta con la ricostruzione, a tre mesi dalla prima fortissima scossa di terremoto di magnitudo 5.9, che il 20 maggio devastò molti centri della pianura padana , poi ferita di nuovo il 29 maggio da un'altra grave replica di magnitudo 5.8.
Una tragedia umana, che ha contato 27 vittime e circa 350  feriti. Ai 7 morti del primo sisma se ne sono aggiunti altri 17 con la seconda devastante scossa, poi, a distanza di qualche giorno, altri  feriti non ce l'hanno fatta: a pagare il prezzo più alto molti operai rimasti uccisi tra calcinacci, muri sbriciolati, macerie di aziende e  capannoni crollati come castelli di carta. Un dramma anche per  l'economia del territorio. In base agli ultimi dati diffusi dalla Regione, il sisma ha colpito una popolazione di 767.483 abitanti con 65.788 aziende presenti, in una zona che produce l'1,8% del Pil  nazionale. Basti pensare che le scosse hanno lasciato una scia di danni stimati in 3,2 miliardi per gli edifici civili e in 5 miliardi  per industria, agricoltura e servizi.
"Gli emiliani meritano rispetto" ha detto ai microfoni di SkyTG24 il sindaco di Finale Emilia, Fernando Ferioli. "Meritano rispetto - ha ribadito anche Paola Gazzolo, assessore alla sicurezza territoriale della Regione Emilia - per la serietà con cui stiamo affrontando tutto questo ". Ancora oggi, però, la gente ha paura ed è preoccupata per il futuro.

Corsa per riaprire le scuole - Intanto, è corsa contro il tempo per dare agli studenti un tetto in vista della riapertura delle scuole il 17 settembre. Secondo i dati del ministero dell'Istruzione gli edifici scolastici danneggiati sono 223 divisi fra l'Emilia Romagna, il Veneto e la Lombardia, per un totale di 71mila studenti coinvolti ( guarda le foto ). Ma la provincia più colpita è di Modena, con 102 edifici danneggiati. Emblematici i casi di Mirandola e Finale Emilia , dove non sono rimaste più scuole superiori agibili e dovranno quindi fare lezione nei prefabbricati o negli edifici scolatici temporanei.
Per tutte le scuole dell'Emilia, non solo quelle superiori, la regione Emilia Romagna ha stanziato 166,5 milioni di euro. Di questi, 56,4 milioni serviranno per la costruzione di 28 edifici scolastici temporanei, 21,5 milioni per l'affitto di prefabbricati modulari e 1,5 milioni per la costruzione di palestre temporanee.

Meno grave è la situazione in Lombardia e Veneto - Per le 28 scuole inagibili del mantovano la giunta ha stanziato 5,1 milioni di euro. Di queste scuole 18 potranno avere di nuovo l'agibilità mentre 10 saranno collocate in moduli temporanei collocati nei comuni colpiti. Per le scuole in provincia di Rovigo il presidente Zaia ha firmato un'ordinanza che destina agli interventi 1,3 milioni di euro per completare 20 interventi in istituti scolastici.

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