Clini e Passera a Taranto. Ilva: 146 milioni per l'ambiente

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Al termine del vertice coi due ministri, il presidente Ferrante ha illustrato lo stanziamento per la bonifica stabilito dall'azienda. Vendola: "Il governo non ricorrerà alla Consulta". Per le vie della città manifestazione a sostegno del Gip Todisco

Il Gruppo Riva, proprietario dell'Ilva di Taranto, investirà 146 milioni di euro per le prime misure di "bonifica" dell'impianto siderurgico, ma non sta bloccando la produzione di acciaio, come richiesto invece dal giudice, per evitare un danno economico che il ministro dello Sviluppo Corrado Passera valuta "irrimediabile".
Questa è la conclusione dell'attesa tornata di incontri di venerdì 17 agosto a Taranto tra azienda, amministrazione regionale e i ministri dello Sviluppo economico Corrado Passera e dell'Ambiente Corrado Clini.

"Abbiamo portato due documenti che abbiamo consegnato ai ministri per dire cosa Ilva sul piano ambientale ha fatto, sta facendo e vuole fare", ha detto il presidente di Ilva spa Bruno Ferrante in una conferenza stampa al termine della giornata. "Nel primo documento abbiamo dimostrato che, nel corso della sua storia, Ilva ha investito 4 miliardi e mezzo per l'aggiornamento tecnologico, di cui 1,5 miliardi per la salvaguardia dell'ambiente. Il secondo documento riguarda invece gli investimenti che Ilva sta realizzando ora: 90 milioni di euro sono stati già stanziati, nell'immediato futuro altri 56 milioni saranno stanziati".

Per quanto riguarda i 146 milioni annunciati dall'Ilva, questi copriranno solo una piccola parte delle nuove misure, i cui costi e tempi di realizzazione non sono al momento noti, dato che si tratta di fatto di interventi che modificheranno radicalmente il ciclo produttivo. Ferrante ha promesso la massima collaborazione con il ministero dell'Ambiente, ma ha ammesso che finora la produzione di acciaio è andata avanti, sia pure al minimo e questo "non per l'autorità giudiziaria, ma perché il mercato ci chiede quella quantità di prodotto".

Se l'obiettivo degli incontri, poi, era di stemperare lo scontro con i giudici che indagano sul 17esimo produttore al mondo di acciaio per disastro ambientale, il governo, per parte sua, ha messo sul tavolo due elementi.
Primo, ha detto Clini ai giornalisti, l'esecutivo "non ha sollevato davanti alla Consulta un conflitto con la magistratura tarantina e non intende farlo". Secondo, le prescrizioni del gip di Taranto Patrizia Todisco "sono state tutte inserite nella nuova autorizzazione di idoneità ambientale (Aia) salvo ovviamente lo spegnimento degli impianti". La nuova Aia, che conterrà le nuove misure anti inquinamento da assumere, sarà rilasciata all'Ilva entro il 30 settembre e, dice Clini, recepisce le ultime indicazioni in materia fornite dalla Ue. Inoltre, il presidente della Regione Puglia Vendola ha riferito che il governo rinuncerà a percorrere la strada del ricorso alla Corte Costituzionale per conflitto di attribuzione.
Passera ha poi assicurato che "la collaborazione con la magistratura sarà totale". "Ma - ha aggiunto - auspichiamo che non vengano prese decisioni irrimediabili nelle loro conseguenze, come lo spegnimento degli impianti dell'Ilva".

In contemporanea agli incontri sull’Ilva, in città si è svolta l'assemblea del movimento "Cittadini liberi e pensanti" a sostegno della decisione del Gip Todisco, che ha sequestrato gli impianti lo scorso 11 agosto, provocando di fatto lo stop alla produzione. Il questore di Taranto, Enzo Mangini, ha disposto il divieto di manifestare davanti e nelle vicinanze della prefettura, ma migliaia di cittadini sono scesi comunque per le strade di Taranto. Tra gli altri, ha parlato un giovane padre che ha raccontato la storia di suo figlio Lorenzo, 3 anni, che lotta con un cancro al cervello dopo essere cresciuto nel quartiere Tamburi.
I manifestanti hanno scandito slogan in favore del gip di Taranto e fischi e urla di disapprovazione ogni qual volta è stato pronunciato il nome di Vendola. Il governatore è criticato dai manifestanti per come il governatore gestito negli anni la vicenda dell'inquinamento prodotto dall'Ilva.

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