Ilva, ancora proteste alla vigilia dell’arrivo dei ministri

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Fim Cisl e Uilm hanno indetto altre due ore di sciopero, a cui non ha aderito la Fiom Cgil, contro il provvedimento di sequestro del gip. Nuovi blocchi stradali. Il 17 agosto Passera e Clini a Taranto per incontrare azienda, sindacati e autorità locali

E’ iniziata alle ore dieci l'ultima tranche di scioperi indetta da Fim Cisl e Uilm per scongiurare la chiusura dell'Ilva di Taranto dopo il provvedimento di sequestro. Due le ore di astensione dal lavoro e ancora blocchi della statale Appia in prossimità dello stabilimento siderurgico. Ancora una volta la Fiom Cgil non aderisce allo sciopero ritenendo ingiusto protestare contro la magistratura. Ad incrociare le braccia giovedì 16 agosto il "cuore" dello stabilimento, ovvero gli altoforni e l'acciaieria che costituiscono l'area a caldo messa sotto sequestro dal gip Patrizia Todisco con un'ordinanza firmata lo scorso 25 luglio, e l'area della laminazione, da dove escono i prodotti finiti.

Nei giorni scorsi avevano invece scioperato altre aree del siderurgico. La protesta era partita il 13 agosto, dopo gli ultimi provvedimenti del gip con i quali è stato detto che il sequestro dell'Ilva non contempla la facoltà d'uso produttiva, si sono rivisti i compiti dei custodi giudiziali e si è revocata la nomina a custode del presidente dell'Ilva Bruno Ferrante. Contro questi ultimi provvedimenti del gip l'Ilva ha fatto ricorso al Riesame e alla vigilia di Ferragosto i relativi atti son stati consegnati dallo stesso Ferrante al Tribunale di Taranto.

L’area a caldo è stata messa sotto sequestro con l'accusa di disastro ambientale. Per questo reato sono ancora agli arresti domiciliari gli ex presidenti dell'Ilva Emilio e Nicola Riva (figlio di Emilio) e l'ex direttore del siderurgico di Taranto Luigi Capogrosso, mentre sono tornati in libertà altri cinque indagati. C'è però un altro filone di indagine aperto dalla Procura di Taranto e riguarda il ruolo che un ex consulente dell'Ilva, Girolamo Archina', mandato via da Ferrante nei giorni scorsi, e membri della famiglia Riva avrebbero avuto al fine di orientare a proprio favore le ispezioni e le relazioni delle pubbliche amministrazioni sul rilascio all'Ilva dell'Autorizzazione integrata ambientale - una vera e propria autorizzazione - concessa all'azienda il 4 agosto dello scorso anno. Il reato contestato sarebbe corruzione in atti giudiziari.

Intanto, il 17 agosto, saranno a Taranto in Prefettura i ministri dello Sviluppo economico Corrado Passera e dell'Ambiente Corrado Clini, per incontrare i rappresentanti della Regione Puglia, delle amministrazioni locali di Taranto e dell'Autorità portuale. A seguire, i ministri si confronteranno con l'Ilva, con Confindustria e con sindacati confederali. Dalle 8.30 del 17 agosto, infine, muoverà da piazza Castello, la piazza del Municipio, il corteo promosso dal movimento "Cittadini liberi e pensanti" che si schiera dalla parte del giudice Todisco. Il movimento è lo stesso che il 2 agosto scorso ha fatto irruzione in piazza della Vittoria a Taranto interrompendo la manifestazione sindacale sull'Ilva e sull'ambiente alla quale erano presenti i leader Camusso, Bonanni e Angeletti. Al corteo hanno già dato l'adesione altri movimenti ambientalisti come Peacelink di Alessandro Marescotti e "Donne per Taranto" che alle ultime elezioni comunali si è schierata per il candidato sindaco Angelo Bonelli, leader dei Verdi, e in quell'occasione a capo di uno schieramento ambientalista costituito da sei liste. Bonelli, che non e' riuscito ad arrivare al ballottaggio (Taranto ha riconfermato sindaco Ezio Stefano di centrosinistra), attualmente e' consigliere comunale a Taranto.

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