Incendi, ancora fiamme. E a Roma brucia Monte Mario

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Nella collina sopra lo stadio Olimpico è stato domato un nuovo incendio, probabilmente doloso. Ma i roghi interessano diverse regioni. Bonelli (Verdi): "Di fronte all'Italia che va in fumo non c'è spread o spending review che tenga"

Dopo la giornata di fuoco di mercoledì 8 agosto, con 60 roghi solo a Roma, la capitale si è svegliata anche giovedì colpita dagli incendi. A bruciare è stata ancora una volta la collina di Monte Mario, nella zona nord della città, più volte “vittima” delle fiamme. Il fuoco ha lambito la zona di Villa Madama e della comunità Don Orione, nella cui area sorge la statua della Madonnina, che sovrasta lo Stadio Olimpico. L'intervento della Protezione Civile della Regione Lazio ha permesso di circoscrivere dapprima le fiamme, evitando che il rogo si sviluppasse anche nella zona boschiva che circonda la Madonnina, e successivamente di spegnere l'incendio.

La Procura, proprio sui primi roghi di Monte Mario che hanno causato colonne di fumo visibili fin nel centro della città, ha aperto un'inchiesta dopo che il Corpo forestale ha accertato l'origine dolosa delle fiamme in seguito al ritrovamento di una sorta di focolaio appiccato vicino ad una panchina. Anche sull’incendio che si è sviluppato giovedì 9 agosto c’è il sospetto che possa essere doloso. Secondo la Forestale ci sono "ragionevoli elementi che riconducono a questa ipotesi." La Forestale ha inviato anche pattuglie investigative per cercare di capire se esistano collegamenti tra i vari incendi di questi giorni. Altri roghi, di lieve entità, si sono registrati nella capitale e nella provincia. In mattinata incendi anche sulla via Pontina, direttrice verso il mare e Latina.

Ma l’allarme incendi riguarda tutta l’Italia. Dalla Liguria alla Sicilia passando per la Puglia e la Calabria. "Ormai siamo di fronte ad un'emergenza che sta attaccando tutto il territorio nazionale e che richiede un impegno straordinario da parte del Governo" dice il presidente dei Verdi Angelo Bonelli che chiede all'esecutivo Monti di valutare la possibilità di utilizzare "in modo concreto e rapido uomini e mezzi dell'esercito". "Di fronte all'Italia che va in fumo non c'è spread o spending review che tenga - sottolinea Bonelli ricordando l'allarme del capo della Protezione Civile Franco Gabrielli secondo il quale è a rischio la prossima campagna antincendi a causa dei tagli - Siamo di fronte ad un vero e proprio attacco al nostro patrimonio naturale e alle aree verdi delle città". "Per questo - conclude il presidente dei Verdi – è necessario che il ministro dell'Interno Cancellieri mobilitati tutte le strutture investigative e delle forze dell'ordine per prevenire e punire gli incendiari".

Al taglio di risorse guarda anche il Pd, con Ermete Realacci, che chiede di rafforzare i presidi di vigilanza e realizzare un censimento delle aree percorse dal fuoco. "Il vertiginoso aumento degli incendi e delle aree boschive andate in fumo nei primi sette mesi dell'anno destano allarme e rappresentano una vera emergenza nazionale, che non risparmia neanche le zone di pregio del nostro territorio come riserve e parchi e che miete vittime innocenti" dice il deputato, sottolineando che "per fare fronte a questo fenomeno, in crescita del 93% rispetto al 2011, servono risorse adeguate, sia finanziarie che umane". Per questo, "oltre che assicurare la piena operatività del sistema satellitare di controllo roghi previsto dalla legge 353 del 2000, bisogna fare la massima attenzione a non indebolire i presidi antincendio". Ma il Pd punta l'attenzione anche sulle cause degli incendi. "Bisogna verificare - chiede infatti Realacci - che dietro l'escalation degli incendi non ci siano interessi speculativi o, come potrebbe accadere in alcune regioni, tra le quali la Sicilia, interessi legati alla gestione degli stagionali forestali e all'industria dell'antincendio".

Intanto, dopo il piromane arrestato l’8 agosto in provincia di Roma, a Tivoli, un altro uomo è stato fermato dalla Polizia di Pordenone dopo esser stato sorpreso in zona Comina subito dopo aver appiccato il fuoco alla vegetazione secca in più punti vicino al muro di recinzione di una ex caserma militare.

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