Ilva, mercoledì il Riesame decide sul sequestro

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Attesa per il verdetto del tribunale. Intanto il ministro Clini commenta l'intercettazione in cui un esponente della società lo avrebbe definito "uomo nostro": "Mai avuto rapporti coi dirigenti". Poi il procuratore poi smentisce: "Il suo nome non c'è"

Mercoledi' 8 agosto: si saprà in questo giorno se Emilio e Nicola Riva, ex presidenti dell'Ilva, insieme ad altri sei dirigenti dell'azienda, torneranno in libertà, lasciando quindi i domiciliari ai quali sono costretti da giovedì 26 luglio. Ma soprattutto mercoledì 8 agosto si saprà se gli impianti dell'Ilva posti sotto sequestro della scorsa settimana (parchi minerali, agglomerato, altiforni, cokeria, acciaieria e gestione dei materiali ferrosi) torneranno nel pieno possesso dell'azienda o se invece il sequestro diventerà effettivo e fermerà il lavoro dell’Ilva e di centinaia di dipendenti.

Tra gli elementi in mano al giudice, anche una serie di intercettazioni depositate dalla Procura, che delineerebbero una serie di contatti che esponenti dell'Ilva di Taranto (come il dirigente Girolamo Archinà) avrebbero avuto con rappresentanti delle istituzioni e dell'Agenzia regionale di protezione ambientale della Puglia, al fine di orientare e condizionare sia l'attività di controllo ambientale sullo stabilimento, che la stesura delle relazioni tecniche. In una delle telefonate, secondo alcune notizie di stampa, in particolare Girolamo Archinà farebbe capire al suo interlocutore di poter arrivare anche all'attuale ministro dell'Ambiente Corrado Clini definito un "uomo nostro".

A questo proposito, il ministro Clini ha fatto sapere di non essersi "mai occupato della Autorizzazione integrata ambientale dell'Ilva" né di aver mai avuto "rapporti con la dirigenza Ilva" in merito (ascolta l'audio). L’ufficio stampa del ministro della Ambiente inoltre, in una nota, denuncia "l'intento insinuante e suggestivo dell'uso di una intercettazione priva del minimo indizio di rilevanza nel processo, perché sfornita di qualsiasi supporto probatorio".
Lo stesso procuratore di Taranto, Franco Sebastio, ha però poi smentito che il ministro venga citato nelle intercettazioni: "In nessuna delle intercettazioni risulta, direttamente o indirettamente, il nome del ministro dell'Ambiente Corrado Clini".

Il presidente dell'Ilva, Bruno Ferrante, in ogni caso ha comunicato che "la società ha da oggi interrotto ogni rapporto di lavoro con il sig. Girolamo Archinà che pertanto in alcun modo e in nessuna sede può rappresentare la società stessa. La decisione del presidente è stata immediatamente presa dopo quanto emerso nel corso del procedimento di riesame".

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