Lusi resta in carcere, il gip nega i domiciliari

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Respinta l’istanza di scarcerazione presentata dai legali dell’ex tesoriere della Margherita, in cella dal 20 giugno con l’accusa di aver sottratto circa 25 milioni dalle casse del partito. Gli avvocati: “Non siamo stupiti, ora aspettiamo il Riesame”

L'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi resta in carcere. Lo ha deciso il gip del tribunale di Roma, Simonetta D'Alessandro, che ha respinto l'istanza di scarcerazione presentata dai legali di Lusi.
I difensori dell'ex tesoriere della Margherita, gli avvocati Luca Petroci e Renato Archidiacono, avevano presentato infatti un'istanza di scarcerazione per il loro assistito, dopo che la Corte di Cassazione aveva annullato con rinvio l'ordinanza di custodia cautelare del Tribunale del Riesame. Giovedì 2 agosto il pubblico ministero Stefano Pesci, nel parere consegnato all'ufficio del gip, si era detto contrario alla scarcerazione ma favorevole ai domiciliari se avessero garantito le esigenze cautelari.
Adesso la mossa del gip D'Alessandro che ha invece deciso di respingere l'istanza della difesa di Lusi.

L'ex tesoriere si trova in carcere dal 20 giugno con l'accusa di essersi impossessato di circa 25 milioni di euro dalle casse dell'ex Margherita. La Procura ha contestato a Lusi anche il reato di calunnia nei confronti di Francesco Rutelli e di altri vertici della Margherita per aver sostenuto che esisteva un patto per la spartizione del denaro delle casse del partito.
"Quanto deciso dal gip non ci stupisce, la decisione era nell'aria", ha dichiarato l'avvocato Renato Archidiacono che insieme all'avvocato Luca Petrucci difende il senatore Luigi Lusi, commentando la decisione. “Ora - ha proseguito l'avvocato Archidiacono – attendiamo l'udienza del Tribunale del Riesame".

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