Ilva, la mobilitazione continua: nuovo sciopero e fiaccolata

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Non si ferma la protesta per evitare la chiusura dello stabilimento di Taranto, al centro di un’inchiesta per disastro ambientale. Il ministro Clini riferisce alla Camera: "In Italia procedure di bonifica troppo lunghe"

Non si arresta la mobilitazione all'Ilva di Taranto. Gli operai continuano la loro protesta per evitare la chiusura dello stabilimento al centro di un’inchiesta giudiziaria per disastro ambientale. Mercoledì 1 agosto sciopera l'area a caldo, mentre in serata è prevista una fiaccolata promossa dall’arcivescovo della città pugliese alla quale parteciperanno anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil di Taranto e gli ambientalisti di Altamarea, movimento protagonista di diverse manifestazioni, in passato, sui temi dell'ambiente e della lotta all'inquinamento. Intanto, il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha riferito alla Camera sulla vicenda dell'Ilva.

Clini: "In Italia procedure troppo lunghe" - In Italia le procedure di valutazione ambientale sono "molto lunghe, troppo se comparate con altri paesi europei, e rischiano di essere fuori fase rispetto a investimenti in tecnologie" ha sottolineato  il ministro dell'Ambiente Corrado Clini nell’informativa urgente alla Camera sulla vicenda dell'Ilva di Taranto. "Le bonifiche dei siti industriali prevedono procedure complesse, non molto lineari: il processo sull'area dell'Ilva è iniziato nel 2003 e la procedura non è ancora conclusa". E queste procedure "non danno grandi risultati: su 57 siti da bonificare sono 3 o 4 i casi di bonifiche avviate e 2 quelle realizzate”. Il ministro ha poi osservato:  "La situazione dell'Ilva di Taranto ha evidenti impatti ambientali e probabili impatti sulla salute che vanno messi in relazione alle normative del tempo e alle autorizzazioni nel tempo ricevute dagli impianti, come e' accaduto per tutti gli impianti del genere in Europa".
In una lettera al Corriere della Sera, pubblicata mercoledì 1 agosto, il ministro ha inoltre affermato che il denaro pubblico, 366 milioni di euro, stanziato da governo e enti locali per la bonifica ambientale a Taranto, sarà speso tutto per interventi in aree esterne agli impianti industriali, mentre l'Ilva si farà interamente carico degli investimenti all'interno dell'acciaieria.

La protesta non si ferma - Per il 2 agosto i sindacati metalmeccanici Fim, Fiom, Uilm hanno proclamato un pacchetto di 4 ore di sciopero in tutti gli stabilimenti del Gruppo Ilva contro il rischio di chiusura dello stabilimento di Taranto e per una politica industriale che coniughi lavoro e ambiente. E in città si terranno due cortei dei lavoratori ai quali parteciperanno anche i leader nazionali dei sindacati Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, che concluderanno la manifestazione con un comizio dal palco allestito in piazza della Vittoria la manifestazione.

L'inchiesta - Intanto, gli otto dirigenti ed ex dirigenti dell’azienda arrestati il 26 luglio nell’inchiesta per disastro ambientale non hanno risposto al gip del tribunale di Taranto durante l’interrogatorio di garanzia, avvalendosi della facoltà di non rispondere.
Venerdì 3 agosto si riunirà il Tribunale del Riesame di Taranto per decidere del ricorso di azienda e indagati contro le decisioni del gip.  Le procedure per il sequestro dell'impianto sono iniziate il 30 luglio, ma si attende il Riesame per renderle pienamente operative.

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