In arrivo sanatoria per chi impiega stranieri irregolari

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Dal 15 settembre al 15 ottobre 2012 imprese e famiglie potranno regolarizzare i dipendenti senza permesso di soggiorno evitando le sanzioni previste. Istat: nel 2011 crolla del 40% l'ingresso di extracomunitari in regola

Dal 15 settembre al 15 ottobre 2012 imprese e famiglie che occupano irregolarmente stranieri alle proprie dipendenze da almeno tre mesi potranno regolarizzarli evitando le sanzioni previste.  Per attivare la procedura il datore di lavoro dovrà versare un contributo forfettario di 1.000 euro (non deducibili ai fini dell'imposta sul reddito) e dimostrare di aver pagato almeno sei mesi di stipendi, tasse e contributi.
Una vera e propria mini-sanatoria, di cui potrebbero approfittare centinaia di migliaia di lavoratori "invisibili". Il provvedimento è previsto dalla "disposizione transitoria" del decreto legislativo che, in attuazione della direttiva europea 52 del 2009, introduce "norme relative a sanzioni e provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare".

I "titoli" per usufruire della sanatoria - Il rapporto di lavoro - si legge nel decreto pubblicato in gazzetta ufficiale - deve essere a tempo pieno, tranne che nel caso dei lavoratori domestici e di sostegno al bisogno familiare, per i quali è ammesso un part-time. Ma per maturare il "titolo" al permesso di soggiorno i lavoratori interessati dovranno attestare, attraverso "documentazione proveniente da organismi pubblici", di essere in Italia almeno dal 31 dicembre 2011. Una norma pensata per evitare che qualche "nuovo" clandestino possa approfittarne in extremis, ma che di fatto complica e non poco la procedura per molti irregolari.

Chi è escluso - Ampia la rosa delle esclusioni: non potranno beneficiare della regolarizzazione i datori di lavoro "condannati negli ultimi cinque anni, anche con sentenza non definitiva", per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, per reclutamento o sfruttamento di prostituzione e minori, per "caporalato" ma anche chi in passato non ha completato l'iter di regolarizzazione del dipendente avviato in coincidenza, ad esempio, di un decreto flussi. Out anche gli immigrati a cui carico sia stato emesso un provvedimento di espulsione, quelli "segnalati ai fini della non ammissione nel territorio dello Stato", i condannati, anche con sentenza non definitiva, per uno dei reati previsti dall'articolo 380 del codice di procedura penale e quelli che "comunque siano considerati una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato" o di altri paesi dell'area Schengen. In attesa che si concluda la procedura di emersione, lo straniero non può essere espulso.

Istat: calano i nuovi ingressi regolari - E mentre si attende la sanatoria, l'Istat restituisce una fotografia della presenza di immigrati extracomunitari regolari nel Paese. Sono 3.637.724 gli stranieri non comunitari regolarmente presenti al primo gennaio 2112 in Italia, 102mila in più rispetto a un anno prima, ma i nuovi ingressi di questi cittadini sono drasticamente calati nel corso del 2011 e a ridursi sono stati soprattutto i permessi per lavoro.

Nel 2011 -65% dei permessi di lavoro - Calata di quasi il 40% in un anno la percentuale di nuovi ingressi di cittadini non comunitari in Italia: durante il 2011 sono stati rilasciati 361.690 nuovi permessi (va ricordato però che sui flussi del 2010 ha avuto impatto, oltre al decreto flussi, la regolarizzazione di colf e badanti prevista dalla legge 102/2009). La diminuzione ha interessato le donne (-45,7%) più degli uomini (-33,6%). A ridursi in maniera più drastica sono stati i permessi rilasciati per lavoro (oltre il 65% in meno), in misura minore (-21,2%) quelli per motivi familiari. Il calo dei nuovi permessi ha interessato soprattutto il Nord-est (da 170 mila a 83 mila).

In crescita gli ingressi per motivi umanitari - Aumentano notevolmente invece i permessi rilasciati in Italia per asilo e motivi umanitari, che passano da 10.336 nel 2010 a 42.672 nel 2011. Nel 2011 hanno rappresentato l'11,8% dei nuovi flussi, mentre nel 2010 erano solo l'1,7% del totale. Tre sole cittadinanze coprono oltre il 50% di questi nuovi ingressi: Tunisia (27,5%), Nigeria (16,3%) e Ghana (7,4%). Il dato è comunque in linea con quanto avvenuto a livello internazionale: il 2011 è stato un anno record per il numero di persone fuggite dal proprio paese.

Lombardia e Emilia Romagna le regioni peferite dagli stranieri - Questo tipo di immigrazione è composta per circa la metà da donne ed è presente in misura più elevata nelle regioni del Centro-Nord: la regione preferita dagli stranieri non comunitari è  la Lombardia (26,7%), seguita da Emilia-Romagna (12,5%) e Veneto (11,7%). Marocco (506.369), Albania (491.495), Cina (277.570), Ucraina (223.782) e Filippine (152.382) i Paesi di provenienza maggiormente rappresentati.

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