Neonato morto a Roma, 20 indagati: “Volevano insabbiare”

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La Procura dispone una nuova autopsia sul corpo del bambino morto dopo che gli era stato iniettato del latte per errore. Intanto gli ispettori del Ministero in una relazione accusano: “Cartella clinica lacunosa, forse volontà di nascondere accaduto”

Sono venti in tutto gli indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla morte del neonato avvenuta nel reparto di neonatologia dell'ospedale San Giovanni. Il procuratore aggiunto Leonardo Frisani ha iscritto nel registro oltre ai sette medici, già indagati in precedenza, anche tredici infermieri. Si tratta di tutto il personale sanitario che ha prestato servizio nel reparto del San Giovanni dal 27 giugno quando è giunto dall'ospedale Grassi di Ostia il piccolo Markus, nato prematuro. La morte è avvenuta il 29 di giugno alle 4 del mattino. Il reato ipotizzato al momento è quello di omicidio colposo.
"Emergono suggestioni che sembrano indicare la volontà di nascondere quanto avvenuto", si legge dalla relazione degli ispettori del ministero della Salute, inviati dal ministro Renato Balduzzi.
Una cartella clinica "lacunosa", senza orari indicati, ma anzi con "cancellature e modifiche". E poi personale che litiga ("clima di conflittualità”) e non del tutto consapevole del rischio clinico ("carenze conoscitive diffuse"). Ma soprattutto, messo nero su bianco, il dubbio che ci sia stata l'intenzione di insabbiare i dettagli sulla morte di un neonato di soli pochi giorni.

Nuova autopsia -
La Procura di Roma, intanto, ha disposto un nuovo esame autoptico sul corpo del piccolo Markus. Il 26 luglio il procuratore aggiunto Leonardo Frisani incaricherà il dottor Saverio Potenza del Policlinico di Tor Vergata di compiere la nuova autopsia. Il nuovo accertamento si è reso necessario anche per permettere ai nuovi indagati, sono 20 in tutto, di partecipare con i propri periti all'autopsia.

I genitori hanno appreso le cause del decesso dai giornali - A quanto si apprende, i genitori del piccolo hanno saputo del caso di malasanità leggendo il giornale. Si tratta di una coppia di filippini che il 23 luglio si è presentata accompagnata da un avvocato negli uffici della Procura di Roma chiedendo se il caso di cui parlavano telegiornali e quotidiani si riferiva proprio alla morte del loro piccolo figlio nato prematuro. Secondo quanto hanno raccontato ai giudici, i due genitori non erano stati messi al corrente dell'errore nella somministrazione del latte.

Latte al posto di fisiologica  - La Procura di Roma è stata avvisata della morte del piccolo solo il 3 luglio, quando è giunta sul tavolo del magistrato la relazione della direzione sanitaria dell'ospedale San Giovanni, dove si sottolineava l'errore di somministrazione del latte per endovena che invece doveva essere somministrata con un sondino direttamente nello stomaco.
I magistrati adesso dovranno chiarire chi ha commesso materialmente l'errore e anche come mai la notizia dal 29 giugno, giorno della morte del piccolo, al 3 luglio, è rimasta confinata all'interno dell'ospedale. Ciò che è certo è che in quei giorni il responsabile del reparto di neonatologia era all'estero e che la direzione sanitaria è stata avvisata in ritardo.
Il pubblico ministero Michele Nardi, appresa la notizia è intervenuto bloccando la cremazione del corpicino di Markus che stava per essere eseguita al cimitero di Prima Porta. Secondo quanto si è appreso, uno dei medici in servizio al reparto di neonatologia nella notte del 29 giugno, dopo la morte del piccolo, ha segnalato l'opportunità di eseguire un'autopsia nello stesso ospedale, ma questa, si legge nella relazione inviata alla Procura, non sarebbe stata eseguita perché i genitori erano contrari per motivi religiosi.

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