Latte per endovena invece della flebo, neonato muore a Roma

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Ci sarebbe uno scambio di flaconi alla base dell'incidente accaduto a fine giugno all'Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma. La procura ha iscritto almeno sei persone nel registro degli indagati. Il ministero invia gli ispettori

Una flebo di latte anziché quella di soluzione fisiologica. Sarebbe questo il tragico errore costato la vita a un neonato lo scorso 29 giugno all'ospedale San Giovanni Addolorata di Roma. Il piccolo era nato prematuro all'ospedale Grassi di Ostia ed è quindi stato trasferito a Roma nel reparto specializzato dell'istituto. Qui, il 27 giugno, probabilmente a causa di uno scambio di flaconi, gli sarebbe stato iniettato il latte anziché una normale fisiologica. Un errore che due giorni dopo ha portato al decesso. Sul fatto ora la procura di Roma ha aperto un'inchiesta per accertare eventuali responsabilità. Nel registro degli indagati sarebbero stati iscritti 6/7 nomi accusati a vario titolo di omicidio colposo.

Denuncia dall'ospedale - A informare la procura, con qualche giorno di ritardo, sarebbe stata la direzione generale dell'ospedale il 3 luglio. Gianluigi Bracciale, dg del San Giovanni Addolorata, in una nota spiega di essere venuto a conoscenza del fatto solo il 2 luglio e di averne informato l'autorità giudiziaria. Contestualmente sarebbe stata avviata un'indagine interna le cui conclusioni, consegnate il 19 luglio, sono state messe a disposizione della procura. Gli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Leonardo Frisani, hanno ora acquisito la cartella clinica del neonato ed attendono ora i risultati dell'autopsia. Al loro vaglio anche alcune presunte contraddizioni che sarebbero emerse nella ricostruzione dei fatti.

Il ministero invia gli ispettori
- La madre del neonato, una donna filippina che lavora come colf presso un avvocato del quartiere Parioli, avrebbe detto di essere pronta ad affrontare una battaglia legale per arrivare alla verità di quanto successo a suo figlio. A riferirlo alcuni genitori che hanno i propri figli in cura presso il reparto di neonatologia dell'ospedale San Giovanni Addolorata. Intanto anche la commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori in campo sanitario ha chiesto alla presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, una relazione in merito alla vicenda. Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha disposto l'invio immediato degli ispettori del ministero per acquisire tutte le informazioni. Da chiarire, secondo il ministero, resta anche il ritardo tra la data della morte del neonato e la denuncia alla procura.

Marino: "Personale medico costretto a fare troppi straordinari" - Sull'episodio è intervenuto anche Ignazio Marino, presidente della Commissione d'inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, secondo cui  "purtroppo, in questi momenti, è ancora più evidente quanto la mancanza di investimenti negli ospedali pubblici possa produrre conseguenze tragiche". Secondo Marino l'episodio è sintomo anche dello "stress a cui medici, infermieri e tecnici sono sottoposti a causa della carenza di personale e del blocco del turn over."
"Nel reparto di neonatologia, infatti, i medici da gennaio a maggio hanno dovuto effettuare oltre 1200 ore di straordinario, che salgono a 4mila per gli infermieri" osserva Marino, denunciando poi l'arretratezza tecnologica nella quale l'istituto opera. Mi risulta - conclude - che il San Giovanni avesse anche richiesto nuove incubatrici tecnologicamente efficienti, senza tuttavia ottenerle".

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