Emilia, due mesi fa la prima scossa

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Sono 9.838 le persone assistite grazie all'impegno degli uomini della Protezione civile. La Cgil Romagna: "Ancora inattive 1500 aziende, per un totale di 14mila lavoratori". LO SPECIALE

Il 20 maggio la scossa di magnitudo 5,9 con epicentro tra San'Agostino e Finale Emilia (LE FOTO) feriva la regione scuotendo anche la Lombardia e il Veneto. Qualche giorno dopo, il 29 maggio, un altro evento sismico di magnitudo 5.8 con epicentro in provincia di Modena colpiva di nuovo la popolazione.27 vittime e decine di migliaia di sfollati è il bilancio del dramma vissuto da famiglie intere che oggi, a due mesi di distanza, lottano per riprendere in mano la propria vita, riaprire le aziende dopo i crolli dei capannoni e sperano di non essere dimenticate.

Oltre 9mila gli sfollati - Tra Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, sono 9.838 le persone assistite grazie all'impegno del Servizio nazionale della protezione civile nei campi di accoglienza, nelle strutture al coperto (scuole, palestre e caserme) e negli alberghi che hanno offerto la loro disponibilità attraverso la convenzione siglata con Federalberghi e Asshotel. In Emilia Romagna, in particolare, il numero dei cittadini assistiti è sceso a 9.615, di cui 6.974 sono ospitati nei campi tenda, 349 nelle strutture al coperto e 2.292 in strutture alberghiere. Nella Regione Lombardia, invece, risultano assistite 206 persone, ospitate all'interno del campo attivo nella provincia di Mantova. Nella Regione Veneto, infine, risultano assistite, in albergo, 17 persone.

14mila lavoratori fermi -  E a due mesi dal sisma sono ancora oltre 1500 le aziende inattive per un totale di 14mila lavoratori. E' quanto rende noto la Cgil Emilia Romagna auspicando la proroga della cassa integrazione per evento sismico. Dopo la prima fase dell'emergenza i lavoratori coinvolti, sul territorio emiliano romagnolo, erano 36mila (26mila nel modenese, 2.400 nel reggiano, 1.100 nel bolognese, 6.500 nel ferrarese), collocati in circa 3mila aziende, tra brevi e lunghe sospensioni. Attualmente lo stop forzato dal lavoro riguarda 14mila persone.

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