Vita nei Cie: la mappa interattiva

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Sono 13 i Centri di identificazione ed espulsione attivi in Italia. Migliaia i migranti in attesa dietro recinzioni di ferro. Solo il 48% però viene rimpatriato. LA SCHEDA

di Pamela Foti

Aspettano di parlare con un responsabile dell’ufficio di immigrazione. Di essere convocati dalla commissione che dovrà esaminare la loro richiesta di asilo politico. Attendono che qualcuno dica loro perché sono trattenuti nei Cie, centri di identificazione ed espulsione. Sono migranti. Sky.it ne ha incontrati alcuni nella struttura di via Brunelleschi, a Torino.
Il loro tempo è sospeso, in cerca di risposte. L'unica certezza che hanno è che oggi sono sorvegliati a vista dagli uomini delle forze dell’ordine da dietro alte recinzioni che indicano a quanti metri corrisponde la loro libertà. Intanto, la durata della permanenza nei Cie è stata innalzata fino a 18 mesi. Un anno e mezzo.

Nel mese di giugno al centro del capoluogo piemontese sono entrate 96 persone e ne sono uscite 97. Di queste solo 48 sono state rimpatriate. Le altre, spiega la dirigente della Questura di Torino Laura Ferraris, sono uscite "perché trasferite in altre strutture o perché avevano bisogno di particolari cure mediche. Oppure, per decorrenza dei termini". Il giudice di Pace, infatti, rinnova la permanenza nei Cie ogni 60 giorni. Davanti all’impossibilità di identificare la persona, dovuta anche alla scarsa collaborazione dei Consolati, il Tribunale rilascia al trattenuto il foglio di via col quale viene invitato a lasciare il Paese entro 7 giorni. Una volta fuori dal Cie, però, si perdono le tracce del migrante. E capita spesso che venga nuovamente fermato e torni al Centro di identificazione.
Secondo il dossier 2011 Caritas Migrantes, nel 2010 sono state trattenute nei Cie circa settemila persone e poco meno della metà (48,3%) è stata effettivamente rimpatriata, cioè 3.399.

Le strutture previste dalla legge italiana e "destinate al trattenimento degli stranieri extracomunitari irregolari e destinati all'espulsione" sono in tutto 13. Da anni al centro delle polemiche i Centri di identificazione ed espulsione sono stati riaperti alla stampa solo di recente: “I Centri di internamento – si legge nel Rapporto di monitoraggio sullo stato di attuazione delle Raccomandazioni del consiglio Onu per i diritti umani – sono del tutto inadatti a garantire una permanenza dignitosa agli immigrati”.

Di seguito la mappa interattiva dei Cie attivi in Italia:


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