Mafia, assolto l'ex ministro Saverio Romano

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Insufficienza di prove: questa la formula utilizzata dal gup nella lettura del dispositivo che assolve l'ex responsabile del dicastero delle Politiche agricole accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. La Procura aveva chiesto 8 anni

L'ex ministro delle Politiche agricole e leader del Pid, Saverio Romano, è stato assolto dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. La sentenza è stata emessa dal Gup di Palermo, Fernando Sestito, che ha processato Romano con il rito abbreviato. Il Gup ha utilizzato la vecchia formula dell'insufficienza di prove, citando nella lettura del dispositivo il secondo comma dell'articolo 530 del codice di procedura penale che prevede l'assoluzione nel caso in cui manchi, sia contraddittoria o sia insufficiente, la prova della colpevolezza.
Per l'esponente del Pid che, secondo la Procura di Palermo avrebbe stretto un patto politico-elettorale con le cosche, il pm Nino Di Matteo aveva chiesto la condanna a 8 anni di carcere.

Romano: "Ho sempre confidato nella mia assoluzione. Inutile nascondere la mia soddisfazione: sono stato assolto perché il fatto non sussiste". Queste le parole pronunciate da Romano dopo l'assoluzione decisa dal Gup di Palermo. "Ho sempre pensato - ha aggiunto - che le sentenze si leggono e non si commentano. In me vi è però l'amarezza per i tempi lunghi della giustizia, che non sono compatibili con un Paese civile".

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