Firme false, i pm: "Formigoni diffamò i radicali"

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Il governatore lombardo commenta a SkyTG24 la richiesta di condanna a un anno di reclusione da parte della Procura di Milano: "I magistrati si mettono in mezzo a controversie politiche"

“Ormai non possiamo stupirci più di nulla, fino adesso le polemiche tra i politici si erano sempre regolate tra politici, adesso c’è un pm che dice che è lui a voler risolvere le controversie tra politici. Ho sempre parlato di fatti veri: radicali hanno avuto in mano le liste regionali senza alcun controllo".
Così a SkyTG24 (l'intervista), il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, replica alle richieste del pm di Milano, Mauro Clerici, che ha chiesto la condanna a un anno di reclusione e 500 euro di multa per Formigoni, accusato di diffamazione a mezzo stampa, perché, secondo l'imputazione, avrebbe accusato i Radicali di aver manipolato le firme che erano state raccolte a sostegno della sua lista per le regionali del 2010. Secondo il pm, Formigoni ha offeso la reputazione del movimento guidato da Marco Pannella attribuendogli "un complotto" non vero.
Clerici, nel corso della sua requisitoria nel processo a carico di Formigoni, ha sottolineato che, nemmeno dopo l'apertura dell'inchiesta della Procura di Milano sulla presunta falsità delle firme poste a sostegno della sua lista, il presidente della Lombardia ha cercato di "riqualificare" quelle affermazioni che aveva reso nei confronti dei Radicali 'incolpandoli' di un "complotto". Per questo, secondo il pm, il governatore lombardo "non merita le attenuanti generiche".
"Condanna per diffamazione dei Radicali? È scandaloso. I pm si contraddicono e vogliono metter lingua tra i politici. Non è mai accaduto" era stato il commento di Formigoni anche su Twitter.

Nella vicenda delle presunte firme false raccolte a sostegno della sua candidatura, Formigoni, il 5 marzo 2010, in un’intervista al Giornale aveva accusato i radicali di aver orchestrato una "macchinazione" ai suoi danni. "Ai radicali sono state consegnate le nostre liste e hanno potuto manipolarle, correggerle, spostare i documenti come volevano, perché non c'era nessuno di noi a controllarli", aveva detto a proposito dell’esposto dei Radicali all’Ufficio centrale regionale presso la Corte d’Appello di Milano.

Intanto il 3 luglio scorso, a proposito dell'inchiesta sulle firme false, il procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, ha chiesto il rinvio a giudizio per falso ideologico per il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, e altre 9 persone in relazione alle presunte firme false, 926 in totale, che sarebbero state poste a sostegno del listino di Roberto Formigoni e della lista del Pdl per le elezioni regionali del 2010. L'udienza preliminare si aprirà il prossimo 12 ottobre davanti al gup Stefania Donadeo.

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