De Tomaso, arrestato Rossignolo: "Truffa da 7,5 milioni"

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L'imprenditore e altre due persone sono finite in manette. Avrebbero utilizzato finanziamenti pubblici per corsi di formazione che, in realtà, non sono mai stati avviati

L'imprenditore Gian Mario Rossignolo e altre due persone sono state arrestate dalla Guardia di Finanza all'alba di giovedì 12 nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Torino su corsi di formazione professionale alla De Tomaso di Grugliasco, dichiarata fallita dal Tribunale di Livorno. Rossignolo è agli arresti domiciliari per aver superato i 70 anni di età. La procura contesta agli arrestati finanziamenti pubblici per sette milioni e mezzo di euro per corsi di formazione che, in realtà, non sono mai stati avviati

Gli altri arrestati -
Oltre a Rossignolo sono stati arrestati un dirigente della De Tomaso e un mediatore creditizio. Quest'ultimo è coinvolto nell'inchiesta per aver fornito una polizza - poi risultata falsa, secondo l'accusa - richiesta dalle procedure per l'erogazione dei fondi per i corsi di formazione. Nell'operazione la Guardia di Finanza ha fatto anche otto perquisizioni in Piemonte, Toscana e Lombardia.

La vicenda De Tomaso -
A Livorno ha sede la De Tomaso, azienda automobilistica produttrice di auto di lusso rilevata da Rossignolo, ex manager della Zanussi e della Telecom, nel 2009 e già dichiarata fallita dal locale tribunale di Livorno (un'istanza analoga è in corso presso il tribunale fallimentare di Torino). In Piemonte la De Tomaso aveva acquisito lo stabilimento ex Pininfarina di Grugliasco e gran parte dei dipendenti dell'azienda che avrebbero dovuto essere riqualificati con i corsi di formazione finanziati con fondi pubblici. Secondo l'accusa, per accedere ai contributi è stata utilizzata una fidejussione falsa dell'ammontare di alcuni milioni e parte dei fondi è finita direttamente nelle tasche di dirigenti della De Tomaso.

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