Sisma, a Mantova chiude la prima tendopoli. Tra le polemiche

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A un mese e mezzo dalla scossa del 20 maggio, è stato smantellato l’accampamento di San Giacomo. Presto toccherà la stessa sorte anche a quello di Moglia. Ma molte persone non hanno ancora trovato una sistemazione, mentre aumentano gli affitti

A un mese e mezzo dalla scossa di terremoto del 20 maggio, chiude la prima tendopoli nel mantovano. È quella di San Giacomo delle Segnate, che è stata smantellata ufficialmente venerdì 6 luglio. Nei prossimi giorni toccherà a un’altra tendopoli, sempre nel mantovano: quella di Moglia.
Va così normalizzandosi la situazione, almeno in Lombardia, delle persone che per settimane sono state costrette a vivere all’interno delle tende, sfidando l’afa insopportabile di questi giorni.
Ma non mancano le polemiche. Come ha sottolineato il sindaco di San Giacomo, forse si sarebbe potuto aspettare un altro po’ prima di chiudere la tendopoli. Molte persone infatti non hanno ancora una sistemazione e, a questo problema, se ne aggiunge un altro: i prezzi degli affitti e dei container che sono lievitati oltre misura.

E se questa è la situazione in Lombardia non va meglio in Emilia Romagna, dove sono ancora migliaia gli sfollati. Intanto salgono a 25.040 le strutture controllate con un sopralluogo per la valutazione dell'agibilità post-sismica su edifici pubblici e privati che hanno riportato danni.
Di queste - spiega una nota del Dipartimento della Protezione Civile - 8.674 sono state classificate agibili, 4.371 temporaneamente inagibili ma agibili con provvedimenti di pronto intervento, 1.165 parzialmente inagibili, 186 temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimenti, 9.111 inagibili e 1.533 inagibili per rischio esterno.

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