Costa, obbligo di dimora per Schettino. Domiciliari revocati

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Il comandante della nave naufragata lo scorso 13 gennaio davanti all'Isola del Giglio era agli arresti dal 17 gennaio. Secondo quanto riportato dalla stampa qualche giorno fa, alcuni sistemi di controllo dell'imbarcazione erano in avaria dal 9 gennaio

Francesco Schettino, il comandante della nave da crociera Costa Concordia naufragata lo
scorso 13 gennaio
davanti all'Isola del Giglio, lascia gli arresti domiciliari. Misura sostituita dall'obbligo di dimora. E' quanto ha stabilito il gip di Grosseto, come riferito giovedì 5 luglio in una nota dal difensore di Schettino. Il comandante era ai domiciliari dal 17 gennaio.
"L'Avvocato Bruno Leporatti, difensore di Francesco Schettino, comunica che il Giudice delle Indagini preliminari del Tribunale di Grosseto, Valeria Montesarchio, ha disposto la sostituzione degli arresti domiciliari nei confronti del Comandante Francesco Schettino con l'ordinanza in data 17 gennaio 2012, con quella meno afflittiva dell'obbligo di dimora nel Comune di Meta di Sorrento", si legge nel comunicato. "Sull'istanza, proposta dalla difesa dell'indagato, il Pubblico Ministero aveva espresso parere favorevole", prosegue la nota.

Il naufragio di Costa Concordia - Quella che era la nave ammiraglia di Costa Crociere - società di proprietà di Carnival  - è naufragata dopo aver urtato uno scoglio mentre viaggiava troppo vicina al Giglio durante un cosiddetto "inchino". A bordo c'erano circa 4.200 persone tra passeggeri ed equipaggio. I corpi di due delle 32 vittime non sono ancora stati recuperati. Per l'episodio oltre a Schettino sono indagate otto persone tra ufficiali e funzionari di Costa.

La scatola nera - Qualche giorno fa, intanto, sarebbe emerso un nuovo particolare sul fronte delle indagini. Il Corriere della Sera ha infatti riportato stralci dei verbali della perizia effettuata per accertare le cause del disastro: alcuni sistemi di controllo della nave erano in avaria dal 9 gennaio, ben quattro giorni prima del naufragio. Il guasto avrebbe riguardato anche la “scatola nera”, rendendo impossibile una ricostruzione esatta di quanto accadde durante il disastro.
I pm però smentiscono. Definiscono "inutilmente allarmanti" le notizie riportate sulla stampa e assicurano: la scatola nera della Costa Concordia contiene tutti i dati audio e le registrazioni utili per le indagini.

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