Aldrovandi, l'agente condannato si scusa per gli insulti

1' di lettura

Paolo Forlani, uno dei quattro poliziotti riconsociuti colpevoli in via definitiva per la morte di Federico, scrive una lettera per chiedere perdono alla famiglia, dopo le offese pubblicate in Rete nei confronti della madre. Lei: "Non so che farmene"

"Delle scuse di Forlani non so che farmene, non mi interessano per nulla, quello che conta sono le azioni e lui ne ha commesse molte a partire da quella notte del 2005 in via Ippodromo: ora è troppo tardi".
Così la madre di Federico Aldrovandi, per la cui morte sono stati condannati in via definitiva i 4 poliziotti che l'avevano fermato mentre tornava a casa, commenta il messaggio di scuse fatto pervenire da Paolo Forlani, uno degli agenti condannati. Forlani nei giorni scorsi aveva postato su Facebook un messaggio di insulti rivolto alla madre di Federico, subito dopo la sentenza definitiva della Cassazione.

"Dopo il rigetto della Cassazione del 21 giugno 2012 e le varie esternazioni mediatiche nei nostri confronti, mi sono trovato in uno stato di sconforto e di smarrimento assoluti che mi ha portato, l'indomani, ad esternare via web commenti e frasi sciagurate, di cui mi vergogno, all'indirizzo di persone direttamente colpite dalla vicenda", ha scritto Paolo Forlani.
"Quelle mie espressioni sono state il frutto di una pressione che è gravata su di me per 7 anni, durante i quali invano ho cercato di esprimere le mie ragioni - prosegue Forlani - così, dopo l'ennesima e decisiva sconfitta mi sono lasciato andare ad un comportamento irragionevole, in preda alla rabbia verso chi non mi ha mai ascoltato e non ha capito quanto dolore avessi provato per la tragedia che era successa in via Ippodromo rispetto alla quale avevo sempre protestato la mia assenza di responsabilità. Per questo motivo voglio chiedere perdono per quel mio contegno estemporaneo ed assurdo alle persone che ho citato nei miei messaggi" continua l'agente, sottolineando che "non e' per le conseguenze che potrà portare questo mio atteggiamento che chiedo scusa, ma per la reale presa di coscienza dell'errore commesso qualche giorno fa, unito all'esigenza di riprendere quel contegno silenzioso e rispettoso che ho mantenuto sempre, dal settembre del 2005 sino a questi giorni".

Patrizia Moretti aveva, dopo aver letto gli insulti dell'agente, presentato querela per diffamazione contro Forlani e altre 2 persone che avevano partecipato allo scambio di commenti sul social network.
L'azione giudiziaria contro l'agente, dunque, andrà avanti e Forlani dovrà difendersi in tribunale per le parole rivolte alla donna. Quanto al fatto che Forlani abbia, come sottolineato da lui stesso, chiesto scusa perché realmente pentito e non per timore dei provvedimenti disciplinari annunciati in seguito alla vicenda dal ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri, Patrizia Moretti aggiunge semplicemente "non ci credo proprio".

Leggi tutto