Terremoto: 40 scosse nel Catanese

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Secondo l’Ingv la più forte ha avuto magnitudo 3.2. Lo sciame sismico, avvenuto nella notte tra il 27 e il 28 giugno, è collegato a una nuova fase di attività dell’Etna. Non risultano danni. Lievi scosse anche nel modenese

Dopo lo sciame sismico nel siracusano, circa 40 scosse hanno fatto tremare anche la provincia di Catania. Nella notte tra il 27 e il 28 giugno i terremoti hanno interessato i comuni di Giarre, Milo, Sant’Alfio, Santa Venerina e Zafferanea Etnea, con una magnitudo massima di 3.2 della scala Richter. Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione civile non sono risultati danni agli edifici, né feriti.

Secondo l’Ingv i terremoti sono collegati a una nuova fase dell’attività dell’Etna, che da maggio scorso ha cambiato la sua attività vulcanica. Gli esperti ipotizzano che il vulcano attivo più alto d’Europa si stia preparando a una fase diversa dalle precedenti,avendo rallentato nel tempo le eruzioni lampo.

Secondo i rilievi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, i sismi hanno avuto ipocentri compresi tra i 5 e i 6,2 km di profondità. L'ultima scossa nella zona dell'Etna risaliva al 19 giugno ed aveva fatto registrare una magnitudo 2.

Due lievi scosse di terremoto sono state registrate anche in provincia di Modena. La prima, di magnitudo 2.1 e a 15 km di profondità, è stata avvertita all'1.54 di giovedì 28 giugno in prossimità dei comuni di Cavezzo, Concordia, Medolla, Mirandola, San Felice sul Panaro, San Possidonio e San Prospero. La seconda, di magnitudo 2.2 e a 25.5 km di profondità, alle 4.24 del mattino ha avuto l'epicentro tra i comuni di Camposanto, Medolla, Avarino, San Felice sul Panaro e Crevalcore.

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