Prato, bimbo morto in gita: nessun indagato

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La Procura ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo sulla morte dell'11enne che si è sentito male nel corso di un'escursione. I pm: non ci sono evidenti responsabilità degli organizzatori. La Diocesi di Prato: "I soccorsi solo dopo 1 ora e mezza"

E' omicidio colposo l'ipotesi di reato per cui la procura di Prato sta procedendo nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Franco Lori, il bambino di 11 anni morto durante un'escursione con la parrocchia sul monte pratese della Calvana. Al momento però non ci sono indagati. L'autopsia verrà disposta giovedì 28 giugno. Non sono infatti emersi elementi di responsabilità nei confronti degli organizzatori - parroco e accompagnatori - dell'escursione del monte pratese della Calvana. E' quanto viene spiegato in Procura riguardo l'inchiesta. La Diocesi di Prato, intanto, in una nota pubblicata sul sito Internet, ricostruisce la dinamica dell'incidente e denuncia: "I soccorsi sono arrivati dopo un'ora e mezza".

Nessuno iscritto nel registro degli indagati - L'ipotesi che sembrano prediligere gli investigatori è che la morte del bambino sia legata ad un problema di salute, che però non era conosciuto né ai suoi genitori, tanto meno agli organizzatori della gita. Il malore sarebbe dunque stato un fatto imprevedibile.
Sarà l'autopsia, che sarà disposta giovedì 28 giugno, a chiarire se il bambino fosse affetto da qualche patologia congenita che gli è stata fatale. Solo alla luce degli esiti dell'esame autoptico gli inquirenti potranno decidere se procedere ad eventuali iscrizioni nel registro degli indagati. In base a quanto emerso al momento, gli investigatori non sarebbero in possesso di elementi tali da far pensare che il bambino abbia manifestato agli accompagnatori, in maniera pressante, il proprio malessere prima di perdere i sensi.

Polemica sui tempi dei soccorsi -
Intanto, riguardo le polemiche di alcuni genitori sui soccorsi dell'elisoccorso sul monte Calvana, dalla Procura emergerebbe che "i tempi con cui i soccorritori hanno raggiunto la gita parrocchiale nel pratese, non necessariamente sono imputabili all'organizzazione dell'intervento". Gli inquirenti spiegano che gli accompagnatori hanno attivato i soccorsi quando si sono accorti che non riuscivano a "trattare autonomamente il bambino" e che ci sono state delle difficoltà nella localizzazione del gruppo, tanto che prima c'è stato un primo approccio da terra, e poi l'invio dell'elicottero.

La Diocesi di Prato: i soccorsi sono arrivati dopo un'ora e mezza  - Il giorno dopo la tragedia la Diocesi di Prato ricostruisce sul suo sito web i momenti precedenti che hanno preceduto la morte del piccolo Franco Lori: "Prima dell'arrivo dell'elisoccorso dei Vigili del Fuoco e del medico insieme ai volontari Vab arrivati via strada, sono state fatte quattro telefonate con richiesta di aiuto al 118 e una ai pompieri. I soccorsi - precisano - sono stati prestati alle 14.30, un'ora e mezzo dopo la prima chiamata".

In difesa del parroco che ha organizzato la gita - E davanti alla canonica di Paperino, dove abita don Carlo Gestri, l'organizzatore dell'escursione, si sono riuniti diversi bambini e genitori che difendono l'operato dei promotori della gita. "Un bambino che ha chiamato il 118 si è sentito chiedere l'indirizzo di dove era successo - racconta una donna - Ma che senso aveva? Erano su un monte. Avevano tutti i telefonini, siamo nel 2012, eppure l'elisoccorso è arrivato dopo due ore. Prima di dare colpe agli accompagnatori, chiediamoci se tutto questo è normale".
Una guida del Cai, a SkyTG24, racconta poi che il percorso non presenta particolari problemi ed è un itinerario frequentato. (GUARDA IL VIDEO)

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