Cosa Nostra, azzerata la cupola di Agrigento

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52 gli arresti disposti dalla Procura siciliana: due uomini sfuggono alla cattura. Tra i fermati, anche un agente e diversi imprenditori. Le accuse vanno dall'associazione mafiosa all'estorsione fino alla detenzione di armi

Nuovi boss, imprenditori e un agente della polizia penitenziaria sono tra le persone coinvolte in un blitz antimafia avvenuto nella notte tra lunedì 25 e martedì 26 giugno da parte della Squadra mobile di Agrigento che ha eseguito 52 fermi di polizia giudiziaria (5 dei quali notificati in carcere), mentre due persone sono riuscite a sfuggire alla cattura.
L'operazione, denominata "Nuova Cupola", ha azzerato il nuovo organigramma di Cosa nostra di Agrigento, che si stava riorganizzando dopo la cattura dei boss Giuseppe Falsone e Gerlandino Messina.

I fermi hanno colpito, tra gli altri, il presunto nuovo reggente provinciale di Cosa nostra Leo Sutera, Fabrizio Messina, fratello dell'ex latitante Gerlandino da poco prosciolto in un processo per omicidio compiuto nel Nord Italia, Rosario Bellavia, poliziotto penitenziario, una serie di imprenditori tra cui Alfonso Tuttolomondo di Porto Empedocle, Francesco Ribisi di Palma di Montechiaro.
Il gruppo aveva una larga disponibilità di armi e secondo gli investigatori aveva stretti rapporti con il boss latitante Matteo Messina Denaro. Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione e detenzione di armi. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi disposti del procuratore aggiunto della Dda di Palermo Vittorio Teresi e dai sostituti Emanuele Ravaglioli e Rita Fulantelli.

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