Concordia, i legali Usa contro Carnival: “Navi non sicure”

I lavori intorno alla Costa Concordia, bloccata dal 13 gennaio all'isola del Giglio
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L’accusa degli avvocati americani che hanno chiesto alla società che controlla la Costa Crociere un risarcimento di 10 milioni di dollari per ogni naufrago: “Progettate in maniera impropria per imbarcare migliaia di passeggeri a scapito della sicurezza”

Per far salire a bordo il maggior numero di passeggeri possibile, la Costa Concordia "è stata progettata con delle sovrastrutture molto alte al di sopra della linea di galleggiamento e un pescaggio molto ridotto sotto la linea di galleggiamento": ma, così facendo, in caso di collisione la nave è risultata "instabile e suscettibile di ribaltamento". Con queste motivazioni, lo studio legale americano John Arthur Eaves ha presentato al tribunale di Los Angeles una denuncia nei confronti della Carnival Corporation, la società che controlla la Costa Crociere.
Lo studio, che assiste i cittadini di diversi paesi che erano a bordo della Concordia il 13 gennaio, la sera del naufragio davanti al Giglio, ha chiesto un risarcimento di almeno dieci milioni di dollari per ogni naufrago e ha sottolineato che "in caso di accoglimento da parte del tribunale americano, la società rischia che le sue navi vengano dichiarate non sicure e quindi di vedersi inibire la navigazione delle imbarcazioni nel pieno della stagione estiva".

"Concordia progettata in maniera impropria" - "La Costa Concordia - ha affermato in una conferenza stampa a Roma l'avvocato Jonh Arthur Eaves Jr - è stata progettata sin dall'origine in maniera impropria e le tragiche conseguenze dell'incidente al largo del Giglio sono imputabili ad una progettazione che è sottostata alla necessità di imbarcare migliaia di passeggeri a scapito della sicurezza. Invece di dotarci di navi da crociera sempre più sicure, abbiamo permesso di costruire navi pesanti e altissime per le quali rovesciarsi è assai più facile che per quelle più vecchie".

Anche avvocati italiani nel team contro Carnival - Accanto agli avvocati americani nella causa contro la Carnival, ci saranno anche i legali italiani Francesco Compagna e Pietro Ilardi, che assistono alcuni naufraghi della Concordia. "L'obiettivo - ha detto Ilardi - è quello di andare oltre quel che è accaduto al Giglio per mettere in piedi una sorta di strategia transnazionale che consenta di creare una 'pressione' per cambiare le regole".

L'ad di Msc: "Dopo Giglio ancora più impegno in sicurezza" - E intanto, proprio a proposito di sicurezza delle navi, l’amministratore delegato di Msc Crociere, Pierfrancesco Vago, ha detto: le navi da crociera erano già supersicure, ma dopo il tragico naufragio della Concordia, noi responsabili di questa industria ci impegneremo ancora di più per garantire ai passeggeri che le navi da crociera diventino ancora più sicure, non nel futuro, ma nel presente.
Purtroppo – ha aggiunto – "c'è stata un'attenzione mediatica distorta che non ha aiutato, mentre un'industria così importante, in un momento così difficile, deve essere salvaguardata. Noi in Italia abbiamo la voglia di fare discorsi un po' da stadio, da bar, senza averne la professionalità; abbiamo probabilmente giudicato un avvenimento criticando poi tutto il settore che è invece un comparto superperformante in tutti i sensi".

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