Lusi ai pm: "Investimenti per conto dei rutelliani"

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E' durato oltre 7 ore l'interrogatorio di garanzia nel carcere di Rebibbia dell'ex tesoriere della Margherita, accusato di associazione per delinquere. "C'era un preciso patto fiduciario" ha detto il senatore detenuto dopo il via libera di Palazzo Madama

"Tutti gli investimenti immobiliari che ho fatto dal 2007 in poi li ho fatti per conto della
corrente rutelliana, c'era un preciso patto fiduciario". Sarebbe questo uno dei passaggi del lungo interrogatorio del senatore Luigi Lusi. Un interrogatorio fiume, durato oltre 7 ore all'interno del carcere di Rebibbia di Roma, dove il senatore è detenuto dopo il via libera all'arresto da parte di palazzo Madama.
La procura di Roma contesta al senatore l'illecita appropriazione di 25 milioni di euro. Ad ascoltare l'ex tesoriere della Margherita il gip Simonetta D'Alessandro, il procuratore aggiunto Alberto Caperna ed il sostituto Stefano Pesci, questi ultimi titolari dell'inchiesta giudiziaria.

I difensori: "Ha spiegato come funzionava il sistema" - "Luigi Lusi ha spiegato come funzionava il sistema. Il suo è stato un interrogatorio lungo e dettagliato sul quale, per motivi di riservatezza, non possiamo aggiungere altro. Il senatore ha presentato anche documentazione propria. Adesso sarà la Procura a fare i dovuti riscontri". Queste le parole degli avvocati Luca Petrucci e Renato Archidiacono al termine dell'interrogatorio cui è stato sottoposto Luigi Lusi. "E' sereno e tranquillo, pronto a raccontare la sua verità" avevano detto a SkyTG24 gli avvocati del senatore alcuni minuti prima dell'inizio del colloquio di garanzia. (GUARDA IL VIDEO).

Dal 2007 meno controlli sui conti  - Secondo quanto si apprende, il senatore avrebbe dunque ripercorso con i pm tutta la sua attività di tesoriere della Margherita. Avrebbe precisato che "dal 2001 al 2007" il controllo che operava sui bilanci del partito era "regolare e rigoroso e riguardava una verifica accurata di tutte le entrate e le uscite". Dal 2007 in poi, ovvero da quando il partito si scioglie, il suo controllo operato sui bilanci "è stato solo un controllo formale e non riguardava le entrate e le uscite", dunque "era meno accurato".
Lusi avrebbe ricordato il patto spartitorio 60-40, del quale aveva già parlato durante l'interrogatorio con i magistrati romani, ma ha aggiunto "che tutti gli investimenti immobiliari" da lui fatti, tracciabili e riconducibili appunto alla sua persona "sono stati fatti per conto della corrente rutelliana e in virtù di un patto fiduciario con tale corrente per fare rientrare i soldi in questa maniera". Il senatore avrebbe anche ammesso che in questo meccanismo di gestione poco accurata dei bilanci si sarebbe anche lui appropriato di somme di denaro. Ma avrebbe più volte sottolineato che la stragrande maggioranza degli acquisti di immobili sono stati fatti proprio in virtù del patto con la corrente dell'ex presidente Dl Rutelli.

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