Sciopero generale il 22 giugno, disagi nei trasporti

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La protesta dei sindacati di base, tranne l'Orsa, interesserà tutto il Paese tranne le zone dell'Emilia Romagna colpite dal sisma. La mobilitazione contro le politiche del governo Monti: dall'Imu, alla riforma del lavoro e delle pensioni

Sciopero generale dei sindacati di base (esclusa l'Orsa che ha sospeso la mobilitazione), compresi i trasporti, l'intera giornata di venerdì 22 giugno, contro la politica economica e sociale del governo Monti. Due le manifestazioni principali: una a Milano, alle 9.30 da largo Cairoli a piazza Duomo; l'altra a Roma, dalle 9 con concentramento in piazza della Repubblica. Iniziative analoghe si terranno in altre città.

Le modalità della protesta - Per quanto riguarda il privato, lo sciopero sarà di 24 ore. Nella pubblica amministrazione incroceranno le braccia per l'intera giornata i dipendenti di Ministeri, Università, Ricerca, Enti Locali, Parastato (Inps, Inail, Inpdap, Aci), Agenzie Fiscali, Presidenza del Consiglio e Enac. Si fermerà dalle 10 alle 14 il personale operativo dei vigili del fuoco mentre il restante personale si asterrà dal lavoro l'intera giornata. Nella sanità, sia pubblica che privata, lo sciopero si svolgerà dall'inizio del primo turno del giorno 22 alla fine dell'ultimo turno dello stesso giorno.

Nel trasporto aereo il personale navigante, turnista e gli addetti ai settori operativi incroceranno le braccia dalla mezzanotte alle 23.59, con il rispetto delle fasce di garanzia e dei voli garantiti; i lavoratori normalisti o non operativi invece sciopereranno per l'intero turno di lavoro.

Nel trasporto marittimo, per quanto riguarda i collegamenti con le isole maggiori, il personale amministrativo si fermerà per l'intero turno; il personale viaggiante da un'ora prima delle partenze del 22. Mentre per i collegamenti con le isole minori, lo stop del personale amministrativo sarà per l'intero turno e del personale viaggiante,  dalla mezzanotte del 22 alle 24 del 22.

Sul fronte del trasporto pubblico locale, le modalità dello sciopero varieranno da città a città. Durante la mobilitazione saranno garantiti i servizi minimi essenziali e per evitare ulteriori disagi alle popolazioni colpite dal sisma, dall'azione di sciopero è esclusa la regione Emilia Romagna.

A Milano l’Atm fa sapere che la mobilitazione avrà luogo dalle 8,45 alle 15 e dalle 18 al termine del servizio (sospesa per l'occasione l'Area C). A Roma, per favorire la partecipazione alla manifestazione, la prima fascia di garanzia terminerà alle 9 mentre rimarrà invariata la seconda fascia (17-20).

Nel settore ferroviario gli addetti agli impianti fissi e uffici si fermeranno per l'intera giornata del 22; il personale addetto alla circolazione dei treni dalle 21 del 21 giugno alle 21 del 22. La Commissione di Garanzia ha escluso dallo sciopero i treni a lunga percorrenza che attraversano l'Emilia Romagna e/o con partenze e destinazioni nelle province di  Bologna, Modena, Ferrara, Reggio Emilia, Mantova e Rovigo. Per informazioni e per le modifiche alla circolazione contattare il call center Trenitalia 89.20.21 o il sito delle Ferrovie dello Stato.

Tutto il personale Anas, compreso quello turnista per l'intero turno a partire dalle 6 del 22 giugno alle 6 del 23.

Le ragioni dello sciopero - La mobilitazione è stata illustrata in conferenza stampa nel capoluogo lombardo, dal coordinatore nazionale della Cub, Piergiorgio Tiboni, che ha tra l'altro denunciato "la repressione sempre maggiore delle forze dell'ordine contro le lotte dei lavoratori di cui l'ultimo caso è stato al magazzino di Basiano (Milano)" (la fotogallery degli scontri).
Fra i sindacati di base che hanno indetto la mobilitazione oltre a Cub, Usb, Usi, Uni-Cobas e Si-Cobas hanno aderito - è stato reso noto - anche delegati Fiom della Ferrari e varie associazioni fra cui Forum diritto lavoro e Rete 28 aprile. L'Orsa invece ha sospeso la mobilitazione.

Fra le motivazioni della protesta l'introduzione dell'Imu, la "vergognosa" ulteriore riforma delle pensioni del ministro Fornero e la mancata copertura di reddito di 390mila esodati, la mancanza del diritto alla salute con "9 milioni di persone che non si curano per i ticket", la prosecuzione della precarizzazione con riforma del lavoro con la "secca" riduzione degli ammortizzatori sociali e la modifica "gravissima" dell'art.18.

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