Sisma, Maiani: "L'obiettivo è messa in sicurezza delle case"

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Così il presidente della Commissione Grandi Rischi spiega a SkyTG24 il senso dell’allarme lanciato sulle possibili nuove forti scosse, che aveva scatenato polemiche. E aggiunge: "E' aumentata la possibilità che l'attività sismica si sposti verso est"

L'allarme lanciato l'8 giugno dalla Commissione Grandi Rischi era finalizzato "a mettere in sicurezza gli edifici". Lo precisa ai microfoni di SkyTG24 il presidente della Commissione Luciano Maiani, tornando sul rapporto in cui, sulla base della conoscenza delle faglie e delle scosse che si sono succedute dal 20 maggio in poi in Emilia, si annunciano possibili ulteriori eventi tra Finale e Ferrara.

Un rapporto che ha scatenato dure reazioni e polemiche da parte dei sindaci emiliani che hanno accusato la Commissione di "troppo allarmismo". “In questo caso ci può essere una probabilità aumentata che l’attività sismica si diriga verso la regione a est che ancora non è stata toccata ma che fa parte della stessa struttura. C’è questa probabilità ma non possiamo sapere quando verranno nuove scosse - ha aggiunto - potrebbero anche verificarsi a distanza di qualche mese o di qualche anno. Bene ha fatto il governo a estendere l'emergenza per un anno, per permettere la messa in sicurezza degli edifici, che è il punto che più influenza una efficace azione di prevenzione".

Poi, sulla scossa che ha colpito il Veneto e il Friuli ha osservato: "Non è direttamente collegata alla stessa struttura sismica dell'Emilia, ma sembra far parte di quella ripresa attività in Val Padana che già segnalammo a gennaio". E ha aggiunto: "Stiamo tenendo da mesi questa regione sotto la lente di ingrandimento".

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