Sisma, il governo: "Possibili nuove forti scosse"

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Resta il rischio di nuovi terremoti tra Finale e Ferrara. La Commissione Grandi Rischi avverte: "L'attività sismica si può estendere anche ad aree limitrofe". Gabrielli a SkyTG24: "Occorre mettere in sicurezza il territorio"

L'allarme terremoto non è da considerare passato. "Non si può escludere l'eventualità che, pur con minore probabilità, l'attività sismica si estenda in aree limitrofe a quella già attivata sino ad ora". E' quanto si legge nella relazione della Commissione Grandi Rischi diffusa venerdì 8 giugno dal governo. "Si tratta di un invito all'attenzione" dichiara a SkyTG24 il capo della Protezione civile Franco Gabrielli. E ribadisce: "I terremoti non possono essere previsti. Anche questa parte di Italia deve conoscere gli effetti dei sismi e deve cogliere da questa consapevolezza la necessità che l'unica risposta sia quella di mettere in sicurezza il territorio" (vai allo speciale).

Nuovi forti scosse  - Nella relazione della Commissione Grandi Rischi si precisa che "nel caso di una ripresa dell'attività sismica nell'area già interessata dalla sequenza in corso, è significativa la probabilità che si attivi il segmento compreso tra Finale Emilia e Ferrara con eventi paragonabili ai maggiori eventi registrati nella sequenza". Intanto, i satelliti radar dell'agenzia spaziale italiana hanno registrato un altro effetto del sisma: nel modenese, in una zona estesa circa 50 km quadrati la terra si è sollevata fino a 12 cm.

Rafforzato il sistema di presidio del territorio - Alla luce del documento sul sisma in Emilia Romagna, il capo della Protezione civile Franco Gabrielli ha così convocato il Comitato operativo per programmare una serie di misure di prevenzione tra le quali il "rafforzamento del Sistema di Protezione civile a presidio del territorio". In particolare, si legge nel comunicato stampa, aumenterà sia il personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco con l'obiettivo di accelerare le verifiche delle diverse tipologie di edifici, finalizzate anche alla rapida conclusione della messa in sicurezza degli stessi, sia quello delle Forze Armate per rafforzare i presidi nelle zone rosse dei centri già colpiti dalle scosse del 20 e 29 maggio, come richiesto dai sindaci. Si lavorerà intensamente per predisporre ulteriori dispositivi di informazione alla popolazione e, se necessario, di accoglienza.

Gli sfollati sono oltre 16mila  - E sono 16.518 le persone assistite, suddivise in 44 campi di accoglienza, 58 strutture al coperto (scuole, palestre e caserme, vagoni letto offerti da Ferrovie dello Stato e Genio Ferrovieri) e negli alberghi che hanno offerto la loro disponibilità grazie alla convenzione siglata con Federalberghi e Assohotel.

La situazione in Emilia-Romagna: oltre 14mila sfollati - I danni maggiori sono avvenuti in Emilia-Romagna, nella prima scossa nel Ferrarese, con otto morti, la seconda nel Modenese, 18 vittime. I cittadini assistiti nella regione sono 14.871. Nello specifico, 10.061 sono ospitati nei 34 campi tende, 2.507 nelle 47 strutture al coperto e 2.303 in albergo. Proseguono, intanto, i sopralluoghi svolti da squadre di rilevatori in edifici pubblici e privati: le strutture già controllate sono 3.357. Di queste, 1.338 sono state classificate agibili, 607 temporaneamente inagibili, 204 parzialmente inagibili, 66 temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimenti e 1.142 inagibili.

La situazione in Lombardia e in Veneto -
La Regione Lombardia è la seconda per danni riportati. Nei dieci campi allestiti nella provincia di Mantova risultano assistite 1.232 persone, cui se ne aggiungono 351 che hanno trovato sistemazione nelle 11 strutture al coperto, per un totale di 1.583 persone. Nella Regione Veneto, appena lambita dallo sciame sismico, invece, i cittadini assistiti sono 64, tutti accolti in alberghi veneti. 

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