Papà di Melissa: killer ha distrutto anche la sua famiglia

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"Tutto avrei potuto pensare tranne che l'assassino avesse delle figlie" ha detto il padre della 16enne uccisa da una bomba a Brindisi, in conferenza stampa. "Giustizia è stata fatta" ha aggiunto. Prima uscita pubblica per la madre della ragazza

"Questa persona che ha fatto quello che ha fatto, non so come chiamarla, per me non è un padre di famiglia. Tutto avrei potuto pensare tranne che avesse una famiglia". Così il padre di Melissa, la 16enne uccisa da una bomba a Brindisi, ha commentato il fermo di Giovanni Vantaggiato per l'attentato davanti all'istituto Morvillo Falcone. "Immagino questi 20 giorni che sono passati in cui lui ha mangiato con le sue figlie, è stato in famiglia, magari anche loro ne hanno parlato di quello che era successo, per me questa persona non è un padre" ha continuato. "Ha spezzato la mia famiglia e anche la sua, e di tutti i ragazzi coinvolti in questa terribile esperienza. Non provo nessun sentimento per lui - ha detto ancora - è come se non esistesse".

La madre di Melissa alla prima uscita pubblica - In occasione della conferenza stampa ha fatto la sua prima uscita pubblica anche la madre di Melissa Bassi. La donna è uscita pochi giorni fa dall'ospedale dove era stata ricoverata in seguito alla morte della figlia. Durante l'incontro con i giornalisti la donna ha sempre tenuto lo sguardo rivolto a terra, visibilmente provata dall'emozione e dal dolore. Tra le prime cose dette da Massimo Bassi in conferenza stampa, proprio il grazie alla moglie per aver avuto la forza di essere presente.

Il legale: "Famiglia Bassi ha fiducia nello Stato" - Prima della conferenza stampa il legale della famiglia Bassi, Ferdinando Orsini, è intervenuto a SkyTG24 pomeriggio. "Dalla famiglia Bassi fiducia allo Stato e ai magistrati, sappiamo che hanno lavorato alacremente" ha detto. "La famiglia di Melissa - ha aggiunto - ha pensato da subito anche alle figlie di quest'uomo e ha sempre voluto il colpevole, non un colpevole".

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Le indagini: ancora oscuro il movente - Secondo gli inquirenti, Vantaggiato "voleva fare una strage". L'uomo, 68 anni, titolare di un deposito di carburanti, fermato nella serata di mercoledì 6 giugno, ha confessato di aver costruito l'ordigno e di averlo fatto esplodere. Ma soprattutto ha spiegato "di aver fatto esplodere la bomba di giorno perché di notte non c'era nessuno". Resta oscuro il movente, per cui, "sarebbe un'indagine zoppa se ci fermassimo qui", ha spiegato il procuratore della Dda di Lecce, Cataldo Motta.

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