Brindisi, il pm: "L'uomo fermato voleva fare una strage"

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Il Procuratore della Dda di Lecce riferisce che Giovanni Vantaggiato ha confessato di aver fatto esplodere l'ordigno "di giorno, perché di notte non c'è nessuno". Ma le motivazioni del gesto sarebbero "poco credibili"

Voleva fare una strage. Sembra essere questa al momento una delle poche certezze che emergono dall'indagine sulla bomba che lo scorso 19 maggio ha ucciso a Brindisi la 16enne Melissa Bassi. Giovanni Vantaggiato, l'uomo di 68 anni, titolare di un deposito di carburanti, fermato nella serata di mercoledì 6 giugno, ha confessato di aver costruito l'ordigno e di averlo fatto esplodere. Ma soprattutto ha spiegato "di aver fatto esplodere la bomba di giorno perché di notte non c'era nessuno". E' per questo motivo, ha spiegato nel corso di una conferenza stampa il procuratore della Dda di Lecce, Cataldo Motta, che il fermo di Vantaggiato resta motivato dal reato di strage aggravata dalle finalità di terrorismo.

Manca il movente: "Ho avuto un colpo di testa" - "Sarebbe un'indagine zoppa se ci fermassimo qui", ha però aggiunto Motta. Molti sono infatti ancora i lati oscuri di questa storia e i dubbi da risolvere. A partire dal movente che ha spinto l'uomo a far esplodere una bomba davanti a una scuola della città pugliese. "Sul movente - hanno spiegato i magistrati - non ha saputo, non ha voluto dire alcunché, ha fatto riferimento generico a problemi economici, ha detto di avercela con il mondo. In realtà non ha voluto dire alcunché, ma questo non priva di credibilità le sue ammissioni".
"Ho avuto un colpo di testa, che volete fare?", così avrebbe risposto Vantaggiato. Una versione che non ha affatto convinto, tanto che chi indaga sospetta che l'uomo stia nascondendo qualcosa. "Come si arriva a parlare del movente - dice un investigatore che l'ha interrogato - si chiude e non fornisce versioni plausibili".
Quanto all'esistenza dei complici, nell'interrogatorio Vantaggiato ha detto di non averne avuti, ma il direttore del Servizio Centrale Operativo Polizia di Stato Gilberto Caldarozzi ha detto che "si deve continuare ad indagare anche in questo senso".

Perquisizioni in altri locali di proprietà del fermato - Gli inquirenti sono arrivati a Vantaggiato grazie ai filmati di due vetture ricollegabili a lui, registrati dalle telecamere di sicurezza di alcuni negozi della zona. Una delle due autovetture era presente la notte in cui è stato sistemato l'ordigno e l'altra in orario coincidente col momento dell'esplosione. Sarebbero inoltre in corso perquisizioni nel deposito del fermato. Perquisizioni sono state effettuate anche in altri locali di pertinenza dell'uomo, mentre sono a disposizione dell'autorità inquirente per rilievi scientifici, le autovetture - intestate a Vantaggiato e sua moglie - individuate nei filmati, che hanno consentito di risalire all'uomo.

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