Emilia, 35mila le imprese danneggiate: 4 miliardi di danni

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Sisma: per Confindustria saranno oltre 12mila le richieste di cassa integrazione. Squinzi: “Il Pil rischia di scendere ancora”. Dalle Regioni in arrivo 120 milioni. Il capo della Protezione civile: "Servono aiuti economici non generi di prima necessità"

Potrebbero superare i 4 miliardi di euro i danni provocati all'economia dal terremoto in Emilia Romagna: oltre 35.000 le imprese danneggiate dal terremoto in Emilia Romagna, il ricorso agli ammortizzatori sociali, in particolare la cassa integrazione, riguarderà almeno 12.000-15.000 persone. Sono le stime presentate da Confindustria al Parlamento sul sisma in Emilia.
Nel giorno in cui una nuova scossa di terremoto ha spaventato la regione (questa volta l’epicentro è stato più a est, al largo di Ravenna, e non ha provocato danni) e mentre non si fermano le polemiche sulle presunte liberatorie richieste da alcune aziende ai dipendenti prima di tornare a lavorare, l’Emilia Romagna prova a risollevarsi (e Napolitano si dice certo che ce la farà).
Dalle regioni dovrebbero arrivare 120 milioni di euro per aiutare le imprese danneggiate, ma Confindustria chiede soprattutto una reazione immediata delle istituzioni, a cominciare dallo Stato.
Intanto il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, ha rivelato che ad oggi sono all’incirca d17mila gli sfollati a cui viene prestata assistenza.

Squinzi: “Sisma avrà ulteriori conseguenze negative” - Con il sisma in Emilia "si teme, e credo sia abbastanza vicino alla realtà, che ci sia uno stop produttivo di almeno 4-6 mesi". E’ l’allarme lanciato invece dal presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. Che aggiunge: "Nell'area si produce un po' di più dell'1% del nostro Pil, rischiamo qualche frazione di punto di Pil soltanto a causa del terremoto".

Maccaferri: “Si rischia di compromettere il futuro”
- Il vicepresidente di Confindustria per le politiche territoriali, Gaetano Maccaferri, durante un'audizione in commissione Industria del Senato ha definito gli effetti del terremoto sull'economia "gravissimi e tali da rischiare di compromettere il futuro stesso di molte attività, la ricchezza prodotta e la diffusa occupazione dei territori colpiti". Sono 130 mila le persone occupate nelle aziende danneggiate "a cui occorre aggiungere le imprese e gli addetti del settore agricolo anch'esso duramente colpito dal sisma – ha aggiunto l'esponente di Confindustria - le imprese industriali danneggiate sono circa 500-600, 12 mila gli addetti e 2 miliardi i danni stimati". Maccaferri ha poi precisato che i dati forniti sono ancora provvisori.
E' fondamentale - ha aggiunto Maccaferri - una reazione immediata delle istituzioni, a livello nazionale oltre che regionale".

Regioni pronte a contribuire - Sono 120 i milioni in arrivo per sostenere le imprese agricole danneggiate in Emilia Romagna e in Abruzzo. In Emilia Romagna arriveranno circa 114 milioni, il restante e' destinato alla Regione Abruzzo. A spiegarlo ai giornalisti, al termine della Conferenza delle Regioni, sono stati i governatori dell'Abruzzo, Gianni Chiodi e della Basilicata, Vito De Filippo, che oggi ha presieduto la Conferenza delle Regioni.
"Le Regioni rinunciano ad una parte dei finanziamenti loro assegnati dai fondi europei destinati allo sviluppo rurale - ha detto De Filippo - per riassegnarli all'Emilia e all'Abruzzo". "Questo è un risultato che mostra l'unità delle Regioni - ha aggiunto Chiodi - dal momento che non arrivano risposte dal Governo". Altri 50 milioni di euro destinati dal Fondo per gli obiettivi di servizio arriveranno all'Emilia dalle Regioni Obiettivo convergenza alle quali si sono aggiunte il Molise e l'Abruzzo: tutte queste Regioni hanno ridotto le risorse loro assegnate sugli obiettivi di servizio a favore dell'Emilia Romagna.

Gabrielli: “Non servono generi di prima necessità, ma aiuti economici”
- Il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, ha fatto il punto della situazione: "Gli sfollati sono all'incirca 17 mila, questi sono solo quelli che noi accogliamo nelle strutture,  ma stiamo fornendo assistenza ad un numero molto più grande".
"Dal punto di vista della richiesta di assistenza, al momento  non registriamo particolare criticità”, aggiunge Gabrielli  sottolineando che "ci sono dei campi dove esiste ancora  disponibilità”.
Gabrielli avverte poi che per ora non c'è bisogno di generi di  prima necessità, mentre sono utili risorse finanziarie, raccolte con  qualunque forma di solidarietà. "Non ci sono necessità di generi  primari -spiega, infatti, il prefetto- anzi qualche improvvido sindaco che ha lanciato messaggi in tal senso, si è poi pentito amaramente perché non sapeva dove mettere la roba". "C'è l'esigenza di avere risorse economiche", conclude Gabrielli.

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