Emilia, il giorno del lutto. Severino: "Usiamo i detenuti"

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Mentre prosegue lo sciame sismico, bandiere a mezz'asta e funerali per 3 delle 17 vittime della seconda scossa. Il ministro della Giustizia: tossicodipendenti ed extracomunitari potrebbero contribuire alla ricostruzione (video)

Un'altra giornata difficile nell'Emilia ferita dal terremoto, dopo la pioggia che per ore ha colpito la regione, ostacolando le verifiche sugli edifici e rallentando la ricostruzione. Un aiuto potrebbe arrivare dai detenuti, come proposto dal ministro della Giustizia Paola Severino. Ma lunedì 4 giugno è stata anche la giornata del lutto nazionale, con bandiere a mezz'asta sugli edifici pubblici e un minuto di silenzio in tutte le scuole.

I funerali delle vittime - Un lutto che ha accompagnato pure le prime esequie delle vittime della seconda scossa devastante, in cui hanno perso la vita 17 persone.
Toccante la cerimonia a Quartirolo di Carpi per le esequie di don Ivan Martini, sepolto dal crollo della sua parrocchia a Rovereto di Novi mentre cercava di mettere in salvo un'immagine della Madonna.
E a pochi chilometri di distanza, i funerali di altre due vittime: a Cavezzo le esequie di Enzo Borghi, nel capoluogo quelle di Mauro Mantovani, imprenditore morto nel crollo del capannone della sua azienda biomedicale 'Aries' a Mirandola.

La proposta del ministro Severino - E mentre continua a muoversi la macchina della giustizia, il ministro Paola Severino propone da Bologna - a margine di una visita al carcere della Dozza - il lavoro dei detenuti, almeno di una parte di loro, "protagonisti di una ripresa esemplare" per la ricostruzione (video).
Una "piccola idea", come la definisce il Guardasigilli, per la risocializzazione e il reinserimento.
Il bacino da cui pescare? Tossicodipendenti ed extracomunitari.

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