Sisma in Emilia, l'ultimo saluto a don Ivan

1' di lettura

A Carpi i funerali del sacerdote morto a Rovereto sulla Secchia sotto il crollo della sua chiesa. Il vescovo della città emiliana Francesco Gavina: "Di fronte alla sua scomparsa ci chiediamo: perché?"

E' stato accolto dall'applauso della folla commossa il feretro di don Ivan Martini, 65 anni, il sacerdote rimasto ucciso nel crollo della sua chiesa a Rovereto sulla Secchia, in provincia di Modena, in seguito al terremoto del 29 maggio scorso. Don Ivan si trovava nel luogo di culto con i vigili del fuoco quando è arrivata una scossa di assestamento che ha provocato nuovi crolli e lo ha travolto.

A celebrare il funerale il vescovo di Carpi, Francesco Gavina. "Di fronte alla morte di don Ivan che era ancora in forza e capace di operare, ci sentiamo smarriti e soprattutto ripensando alla fatalità impietosa della sua morte, non possiamo che chiederci: perché?" ha detto il monsignore durante la cerimonia, lanciando anche un accorato appello affinché "qualcuno prenda il suo posto". "Ora quello che io chiedo a tutti voi è: chi è disposto a prendere il posto di don Ivan? Chi vuole farsi avanti? Perché queste sono le cose concrete che don Ivan si aspetta, altrimenti si tratta solo di belle parole e basta ed è per questo che è necessario che qualcuno prenda le redini della sua parrocchia".

Alla fine della celebrazione è stato letto il testamento che don Ivan ha scritto nel 1992 durante un raduno scout: "Quando il signore mi chiamerà lascerò tutti i miei beni, soldi e non soldi, alla parrocchia in cui mi trovo e vorrei essere seppellito nel cimitero della stessa parrocchia". Quest'ultima volontà non sarà esaudibile perché il cimitero di Rovereto è inagibile e verrà dunque tumulato a Carpi. "Per i fiori - proseguiva il sacerdote - vorrei che al loro posto ci fossero offerte al centro missionario di Carpi. Sulla mia bara, vorrei solo un cuscino a forma di croce. Così aveva voluto mia madre e così vorrei io".

Leggi tutto