Caso Orlandi, spunta la pista americana

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Tra il 1983 e il 1984 alcune lettere, presumibilmente dei rapitori, vennero spedite da Boston. Dallo stesso ufficio postale finito al centro dello scandalo dei preti pedofili nel 2002

Una nuova pista, questa volta internazionale, si potrebbe aprire sul caso di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, le due ragazze scomparse a Roma nella tarda primavera del 1983. A parlarne è il Corriere della Sera, che in una ricostruzione collega il caso della ragazza scomparsa con lo scandalo dei preti pedofili a Boston che,  nel 2002, costò il posto di arcivescovo della diocesi americana a Bernard Law.

Secondo il quotidiano milanese, infatti, una lettera inviata alla famiglia Orlandi nel 1984 e che apriva la strada a un'ipotetica trattativa per la liberazione, era stata spedita dall'ufficio postale di Kenmore Station nel centro di Boston. In quello stesso ufficio postale, avrebbero scoperto gli inquirenti americani vent'anni dopo, si trovava anche la casella fermo posta attraverso la quale cui l'associazione dei preti pedofili americana faceva proselitismo.

Nella sua ricostruzione il Corriere della Sera ricorda come il 5 luglio del 1983. a poche settimane dal rapimento di Emanuela Orlandi, un anonimo, dal forte accento americano, telefona alla famiglia Orlandi proponendo uno scambio tra la ragazza e Alì Agca, il cittadino turco che aveva attentato alla vita di Giovanni Paolo II. Vincenzo Parisi, all'epoca al Sisde, tratteggiando il profilo di questo presunto "amerikano", come verrà ribattezzato dalla stampa, lo descrive come "persona colta, legata all'ambiente ecclesiastico". Il 4 settembre del 1983, poi, in un furgone della Rai viene ritrovata una busta con una lettera e uno spartito appartenente a Emanuela (la ragazza è scomparsa mentre si recava a una lezione di musica). Sempre a settembre, il 27, Richard Roth, corrispondente romano dell'americana Cbs, riceva una lettera dai presunti rapitori di Emanuela Orlandi in cui si parla di un "episodio tecnico che rimorde la nostra coscienza".

Secondo gli esami grafologici, la lettera inviata al corrispondente della Cbs è stata scritta dalla stessa mano di quella lasciata sul furgone Rai. Non solo. La busta destinata al giornalista americano ha il timbro dell'ufficio di Kenmore Station, ufficio postale nel centro di Boston. Gli inquirenti italiani giudicheranno queste missive attendibili e Roth riceverà nel gennaio del 1984 altre due lettere spedite da Kenmore Station.

Dopo queste non sarebbero arrivate altre lettere dagli Stati Uniti e il caso di Emanuela Orlandi si sarebbe dipanato negli anni seguendo altre piste, non ultima quella che ha portato lo scorso aprile all'apertura della tomba di Renatino De Pedis e, all'iscrizione nel registro degli indagati del rettore di Sant'Apollinare. Ma dell'ufficio di Kenmore Station si è tornato a parlare nel 2002, quando a Boston esplode lo scandalo dei preti pedofili. Secondo quanto racconta il Corriere della Sera, i sacerdoti pedofili avevano creato una vera e propria associazione per fare proselitismo. E per tenere i contatti usavano una casella postale. Casella postale che si trovava proprio nell'ufficio di Kenmore Station.

Una pista mai battuta fino a ora dagli investigatori, ma che potrebbe tornare a prendere quota.

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