Terremoto in Emilia, l'Ue "Pronti ad aiutarvi"

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Il commissario europeo Hahn, in visita alle zone colpite dal terremoto, ha assicurato: “Potremmo dare un aiuto nell’ordine di 150-200 milioni con il fondo di solidarietà”.

"Ci troviamo di fronte ad una catastrofe nazionale, la Commissione europea interverrà a favore delle zone dell'Emilia colpite dal terremoto con il fondo di solidarietà”. Lo ha confermato il commissario europeo alla politica regionale, Johannes Hahn, dopo aver visitato domenica 3 giugno (poco prima della nuova forte scossa di magnitudo 5.1) le zone colpite dal sisma con il vicepresidente della Commissione Europea, Antonio Tajani. "La situazione è estremamente difficile - ha aggiunto - per le persone che hanno perso la casa e per quelle che temono di perdere il lavoro".

Hahn: "Useremo il fondo di solidarietà" - Il Commissario Hahn non ha fatto cifre esatte. "La valutazione dei danni è ancora in corso - ha detto al riguardo - ma posso dire che se si tratta di danni intorno ai 5 miliardi di euro, noi potremmo dare un aiuto nell'ordine di 150-200 milioni con il fondo di solidarietà”. Si tratta cioè di risorse a fondo perduto, che non devono essere restituite, per coprire i costi dell'emergenza sostenuti dalle amministrazioni pubbliche. "I ministri per lo sviluppo rurale, inoltre, hanno deciso di stornare il 4% del fondo per lo sviluppo rurale e di stanziarlo a favore delle zone terremotate", per una cifra che il commissario europeo ha stimato intorno ai 100 milioni di euro. "Infine c'è la possibilità di riassegnare i fondi dei programmi operativi alla ricostruzione, per una somma a due cifre", ha concluso il commissario europeo, promettendo anche che "l'Europa non chiederà la restituzione dei fondi già erogati per progetti europei che non possono essere portati a termine a causa del terremoto".

La Coldiretti lancia l'allarme acqua - Intanto, mentre continuano le scosse di terremoto nelle zone tra le province di Mantova, Modena e Ferrara dove il 20 e il 29 maggio si sono verificati due terremoti che hanno ucciso in tutto 19 persone, è allarme acqua. La Coldiretti, in una nota, ha reso noto che quasi centomila ettari di terreno compresi tra Modena, Bologna, Ferrara e Mantova sono senza acqua a causa dei danni provocati dalle scosse di terremoto agli impianti idraulici che garantiscono la sicurezza del territorio. La stima è stata fatta sulla base delle analisi dell'Associazione nazionale biotecnologi italiani (Anbi), dalle quali si evidenzia che servono interventi per decine di milioni di euro nell'immediato per garantire l'irrigazione ed evitare che l'arrivo di forti piogge possa provocare alluvioni nelle campagne, ma anche nelle principali città emiliane.

Dopo il sisma il dissesto idrogeologico - Il fenomeno della liquefazione delle sabbie che emergono dal terreno rubando spazio alla terra coltivata e provocano numerose crepe a case e magazzini, è - sottolinea la Coldiretti - solo l'effetto più evidente del dissesto idrogeologico provocato dal sisma che ha spaccato terreni nelle aree urbane ed agricole e messo in pericolo la stabilità del territorio. Il terremoto - continua la Coldiretti - ha provocato danni agli impianti idraulici e frane in alcuni alvei che pregiudicano il regolare deflusso delle acque. Una prima conseguenza è stata la sospensione del servizio di irrigazione che è necessario far ripartire per preservare, nell'emergenza, una delle agricolture più floride della Pianura Padana: ortofrutta, viticoltura, riso, parmigiano reggiano in particolare i settori a rischio.

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