Emilia, sciacalli in azione tra le macerie

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La terra continua a tremare. Gli sfollati sono oltre 14mila. Si contano danni per 5 miliardi. A Finale Emilia tutte le aziende sono chiuse. Clini: "15 anni per mettere il territorio in sicurezza". Napolitano il 7 giugno tra i terremotati

Cinque miliardi di danni, migliaia di sfollati. Sciacalli in azione tra le macerie. A tutto questo si aggiunge lo sciame sismico che non dà tregua alla popolazione emiliana. Sono state quasi un centinaio, secondo l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, le scosse che si sono susseguite nella giornata di giovedì 31 maggio fra le province di Modena, Ferrara e Mantova, zona già colpita dai sismi del 20 e 29 maggio (vai allo speciale). In due giorni si sono registrate sul territorio più di 300 eventi sismici. Alla paura del sisma si somma poi il problema degli "sciacalli". "Attenzione, lasciate le case sta arrivando una scossa violentissima". Questa è una delle tante telefonate messe in atto da coloro che si sono finte persone della Protezione Civile e questo ha creato panico e allarme nella popolazione.

Non si arresta lo sciame sismico - Ancora due scosse - alle 20.55 di magnitudo 3.6 ed alle 21.04 di magnitudo 4.2 hanno interessato le province tra Modena e Mantova. Un altro evento sismico di magnitudo 4.0 aveva fatto tremare poco prima delle 17 i comuni di Novi di Modena, Gonzaga e Carpi, con epicentro a Rolo.
Il bilancio finora è di 17 morti, che si aggiungono ai 7 decessi del 20 maggio. Circa 15 mila sfollati, secondo la Protezione civile. Sono 8.500 gli ospitati nella notte tra il 29 e il 30 maggio in 23 campi, 17 strutture coperte e diversi alberghi. In totale, la disponibilità di posti coordinata dal Centro unificato di protezione civile di Marzaglia, a una decina di chilometri da Modena, è salita a 8867.

Sciacallaggio tra le macerie - Il prefetto di Modena, Benedetto Basile, definendo "atti di sciacallaggio" le notizie false sulla previsione di nuove scosse di terremoto, ha dato mandato alle forze dell'ordine per individuare i responsabili. La Procura di Bologna ha disposto una serie di accertamenti in relazione ai falsi allarmi di un imminente nuovo terremoto, che si sono diffusi il30 maggio nel capoluogo emiliano. Il rincorrersi di queste voci ha seminato la preoccupazione all'interno di uffici pubblici come il Tribunale e la sede della Banca d'Italia. La Procura acquisirà le relazioni delle forze dell'ordine e della polizia municipale per capire l'origine del falso allarme. Al termine delle verifiche, ha spiegato il procuratore aggiunto Valter Giovannini, non è esclusa l'apertura di un fascicolo per procurato allarme.
In un comunicato stampa, la Protezione civile ha ribadito che "lo stato attuale delle conoscenze non consente di stabilire quante scosse e di quale intensità potranno ancora interessare la stessa area".

15 anni per mettere il suolo in sicurezza - Il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, è tornato sula necessità di un piano per la sicurezza del territorio. "Dobbiamo avere un Piano nazionale che duri il tempo che serve, quindi 15 anni, è una priorità per il nostro
Paese".
Il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, interpellata sull'ammontare dei danni, ha invece dichiarato che "è stata fatta una prima stima, che riguarda le attività produttive, ma è in evoluzione, quindi non possiamo dare cifre precise".
Intanto, il presidente della Confindustria Emilia Romagna, Gaetano Maccaferri, ha sottolineato che "l'area dove si è scatenata la drammatica forza del sisma è u'area ad alta concentrazione industriale. Lì c'è il 10% del Pil regionale e l'1% di quello nazionale. Parliamo di 60mila aziende, molte delle quale con una forte componente tecnologica".

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, visiterà il 7 giugno le aree colpite dal sisma. Lo ha annunciato il presidente della Regione, Vasco Errani.

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