Bancarotta, prima condanna per il "Madoff dei Parioli"

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Quattro anni e sei mesi di reclusione per Gianfranco Lande. Per il gup del Tribunale di Roma, l'operatore finanziario è responsabile del crack, da non meno di 225 milioni, della società Egp France. Ancora in corso il processo per le truffe ai vip

E' rimasto impassibile senza lasciar trasparire alcuna emozione. Così Gianfranco Lande, noto come il Madoff dei Parioli, ha incassato la sua prima condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione. Per il gup del Tribunale di Roma l'operatore finanziario è responsabile, assieme alla sua ex compagna Raffaella Raspi e al fratello di quest'ultima, Andrea (entrambi condannati a due anni) della bancarotta della società Egp France. Si tratta di un crack di non meno di 225milioni di euro e rappresenta uno dei filoni della inchiesta nelle quale Lande è accusato di una maxi truffa da oltre 300 milioni ai danni di nomi noti e vip romani. Per questa vicenda Lande è tuttora sotto processo, con rito ordinario, davanti alla IX sezione penale del tribunale capitolino.

Per il processo relativo alla bancarotta della Egp France il gup Anna Maria Fattori aveva respinto la richiesta di patteggiamento per la Raspi e il fratello motivando che gli altri procedimenti legati a questa vicenda non sono ancora conclusi.

Il giudice aveva anche rigettato l'istanza di abbreviato condizionato presentata da Gianfranco Lande che in Egp era presidente del consiglio d'amministrazione. Nell'ambito del processo sul crack si è costituito parte civile, Gianluca Brancadoro, commissario liquidatore dell'Egp Italia. Sarà invece giudicato con il rito ordinario, il commercialista Franco Pedrotti, responsabile della succursale italiana della Egp.

Stando all'accusa, i quattro avrebbero determinato il dissesto della società allo scopo di "procurare a sé e ad altri un ingiusto profitto recando un danno ai creditori (clienti investitori)". Un dissesto che sarebbe stato raggiunto tenendo "i libri e le scritture contabili della Egp Italia in modo da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio societario e del movimento degli affari".

I difensori di Lande, gli avvocati Salvatore Sciullo e Susanna Carraro, commentando la decisione del gup hanno affermato che "il dato certo è il ridimensionamento della ipotesi fantasiosa dell'accusa che per noi rappresenta il primo passo per puntare all'assoluzione del nostro assistito".

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