Vincenzo, Kumar e don Ivano: le 17 vittime del sisma

1' di lettura

Due imprenditori, dieci operai, e poi artigiani, tecnici e il sacerdote di Rovereto. I morti del terremoto del 29 maggio sono stati quasi tutti sorpresi mentre si trovavano sul luogo di lavoro. Le storie

Con il recupero del corpo di Biagio Santucci è salito a 17 il bilancio delle vittime del sisma che ha colpito l'Emilia Romagna martedì 29 maggio.
Imprenditori, operai e artigiani: a unire quasi tutte le vittime di questa scossa, è l'essere stati sorpresi nel luogo di lavoro.
Almeno dieci vittime erano lavoratori. Come Vincenzo Iacono, 39 anni e padre di due figlie, morto nel crollo della Bbg a Mirandola; o come Kumar Pawan, indiano, Mohamed Azaarg, marocchino, entrambi padri di due figli, morti nel crollo dell'azienda Meta di San Felice sul Panaro.
Sarebbero quattro invece le vittime a Medolla, per il crollo della Azienda Haemotronic: oltre a Santucci, anche Paolo Siclari, di 37 anni padre di due figli e altre due operai di cui non si conosce ancora il nome.

Due almeno gli imprenditori che hanno perso la vita nel sisma: Enea Grilli di 66 anni, fondatore della Bbg e Mauro Mantovani, 54 anni, titolare della Aries biomedicale.
E tra le vittime c'è anche un artigiano, Eddy Borghi, di 40 anni, piastrellista, che si trovava nella Bbg per sistemare alcuni danni provocati dal sisma del 20 maggio. E in seguito al sisma del 20 maggio, si trovava in una delle aziende crollate, la Meta di San Felice, anche Gianni Bignardi, ingegnere del comune lì per valutare l'entità dei danni.

Almeno sei le vittime invece colpite dal crollo di edifici civili o abitazioni. Tra questi, don Ivan Martini, parroco di Rovereto sul Secchia; Zhou Hong Li, cittadino cinese morto a Mirandola per il crollo della sua abitazione; Sergio Cobellini, 68 anni, colpito da un cornicione.
Morto nella propria abitazione anche Enzo Borghi a Cavezzo, mentre, sempre a Cavezzo, Iva Contini e Daniela Salvioli sono morte nel crollo di un capannone.

Anche il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, ha voluto ricordare " con dolore i morti  dell'Emilia che sono morti sul lavoro e che in maggioranza erano operai e imprenditori".  Rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano come si possano  prevenire possibili infiltrazioni mafiose nell'ambito della  ricostruzione, il ministro rileva che "tutto si farà nel rispetto delle normative e dei controlli necessari. Sarà fatto un lavoro serio".

Leggi tutto