Sisma Emilia, se le città si trasformano in tendopoli

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19 campi di accoglienza, 53 strutture al coperto, 17 alberghi: è lì che dormono i 7mila sfollati dopo il terremoto che lo scorso 20 maggio ha colpito la regione, causando 7 morti e 50 feriti

Due nuovi campi d'accoglienza, uno a San Carlo (Ferrara) e l'altro a Medolla (Modena), per ospitare la popolazione delle zone colpite dal terremoto.
A sette giorni dal sisma continua il lavoro della Protezione civile dell'Emilia-Romagna e dei suoi volontari, che con vigili del fuoco e tecnici stanno verificando l'agibilità degli edifici danneggiati.
A San Carlo, frazione di Sant'Agostino, particolarmente colpito dal fenomeno della 'liquefazione' delle sabbie, è stato allestito un campo per il centinaio di famiglie evacuate per motivi di sicurezza due giorni fa.
Gestito dal Dipartimento e dall'associazione volontari della Protezione civile nazionale, il campo può ospitare fino a 250 persone. Ora ne assiste circa cento.
Il secondo è in corso di allestimento a Medolla, nel Modenese. Dotato di circa 250 posti, accoglierà cittadini di Medolla, di Cavezzo e di San Prospero ed è realizzato dalla Protezione civile della Regione Molise.

Sono circa 7.000 le persone assistite in 89 luoghi, tra edifici coperti e campi attrezzati dalla Protezione civile; 19 i campi di accoglienza, 53 le strutture al coperto e 17 gli alberghi.
La capienza complessiva disponibile è di 9.000 posti. I volontari di Protezione civile impegnati nelle zone colpite dal terremoto sono circa 1.400, di cui 500 provenienti da altre Regioni: dal Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Umbria, Molise, Piemonte, Toscana, Val D'Aosta e dalle Province autonome di Trento e Bolzano.
Al lavoro circa 700 vigili del fuoco - che hanno fatto complessivamente 3.400 interventi di soccorso e circa 6.400 verifiche statiche - e 45 squadre Nvr (Nucleo Valutazione Regionale) in campo ogni giorno con l'aiuto di geologi, ingegneri e architetti.
Le squadre Nvr - che hanno fatto 2.000 verifiche sugli edifici per definirne l'agibilità - sono composte da tecnici della Protezione civile, del Servizio sismico regionale, dei Servizi tecnici di bacino, dei Comuni e di altre Regioni (Piemonte, Umbria e Marche). Dalla scossa del 20 maggio di magnitudo 5.9, ne sono seguite altre 417, in particolare: 3 di magnitudo superiore a 5; 15 di magnitudo compresa tra 4 e 5; 66 di magnitudo compresa tra 3 e 4.

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