Daccò: "Falsi contratti per Formigoni". La replica: ricatti

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Il faccendiere, arrestato per gli scandali della sanità lombarda, avrebbe creato "carte false" per consentire al presidente della Regione e al suo amico Perego l'utilizzo di uno yacht. Il governatore: "Falsità"

Roberto Formigoni è stato "talora" ospite sulla barca "Ad Maiora di Antonio Simone", sempre su suo invito e "spesso" in compagnia di parenti o amici di Simone e di Pierangelo Daccò. Ma solo "qualche weekend di giugno o luglio, alcuni giorni durante le vacanze di agosto. Altro che barche a totale disposizione per mesi e mesi".
E' questa la reazione del governatore lombardo, che in una lettera aperta pubblicata sul suo sito commenta così le rivelazioni di Piero Daccò riprese da diverse quotidiani.
Dai verbali, il faccendiere arrestato per le vicende San Raffaele e Maugeri, erano emersi nuovi dettagli che riguardavano il presidente della Regione.

Le accuse di Daccò - Secondo il Corriere "il vero problema di Formigoni" è uno yacht che si chiama "Ojala". "E' come se Daccò nel 2007 avesse dato 144 mila euro a Formigoni attraverso l'affitto gratuito e l'utilizzo esclusivo di questa barca per quattro mesi", scrive il quotidiano. "Talmente gratuito ed esclusivo che, essendo la barca totalmente a disposizione di Formigoni e del suo amico Perego senza la presenza a bordo del proprietario Daccò, la società austriaca di Daccò che possedeva la nave si preoccupò di fabbricare apparenti contratti di noleggio da parte di Perego: cioè documentazione che, in caso di controlli in mare, potesse giustificare Formigoni e Perego sulla barca e non li facesse passare per dei 'pirati' che l'avevano rubata". Ai pm Daccò avrebbe detto: "Sono contratti mai eseguiti, nel senso che non è mai stato pagato il corrispettivo previsto dai contratti".

"Vacanze e Meeting Cl, pagavo io" - Anche Repubblica aveva parlato dei contratti fittizi, aggiungendo altri dettagli sui verbali di Daccò. "Anche al Meeting pagavo io", avrebbe detto il faccendiere ai pm. "Organizzavo sempre, durante ogni Meeting, una cena presso il ristorante Lo Squero alla quale invitavo circa 50 persone. Tuttavia, spesso tali cene si allargavano anche agli amici dei miei ospiti, per cui vi partecipavano anche 180 persone. Per tali cene, sostenevo spese in ciascuna occasione di circa 18mila euro".



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