Caso Orlandi, durante l'Angelus proteste contro il Papa

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Un corteo in ricordo della ragazza scomparsa 29 anni fa ha raggiunto Piazza San Pietro da Piazza del Campidoglio. Ma il pontefice non ha detto nulla sul caso, scatenando la rabbia dei parenti

La fine dell'Angelus di Benedetto XVI è stata accolta in piazza San Pietro dalle urla 'vergogna!' ripetute più volte dalle decine e decine di manifestanti che domenica 27 hanno partecipato alla marcia in ricordo di Emanuela Orlandi. All'interno del colonnato, durante il discorso del pontefice, è stato gridato più volte il nome della ragazza vaticana scomparsa nel giugno del 1983. Nel cielo, tra gli applausi della folla, è volata anche una sua foto in bianco e nero appesa a palloncini bianchi. Il corteo era partito da Piazza del Campidoglio, dove è stata esposta, sul comune, un'immagine della ragazza scomparsa.

"Uno schiaffo per Emanuela"
- "Siamo arrivati qui da tutta Italia - ha commentato una signora - per sentire dalla bocca del Papa il nome di Emanuela, ma anche questa volta torniamo a casa delusi. C'è qualcosa che non va, e che intanto qui c'è una famiglia che soffre e un mistero che ancora non trova pace". "Benedetto XVI ha salutato di tutto e di più- le ha fatto eco una ragazza - addirittura gli sportivi che praticano il tiro con l'arco. Questo mi sembra davvero uno schiaffo per Emanuela Orlandi. Non il primo, e credo, neanche l'ultimo se si continuerà questo tipo di atteggiamento dal Vaticano".

Tensione con le forze dell'ordine
- Il corteo era stato fermato dalle forze dell'ordine all'ingresso in Piazza San Pietro, con la richiesta di non esporre la fotografia della ragazza scomparsa nel giugno di 29 anni fa. Ma dopo alcuni minuti di trattativa il corteo è stato fatto passare con gli striscioni e le foto ed è arrivato in piazza San Pietro al grido di: "Emanuela, Emanuela!". "Non riesco a capire in che modo possa creare problemi una sua foto - ha commentato Pietro Orlandi - stiamo scherzando? Io la foto la porto in piazza perché Emanuela era una cittadina vaticana. E' una forma di rispetto nei suoi confronti".

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