Il fratello di Emanuela Orlandi: “Chi sa faccia i nomi”

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"Secondo me il movente è un filo che lega l’attentato a Papa Giovanni Paolo II, l’omicidio Calvi e il sequestro di mia sorella" dice a SkyTG24. Il 27 maggio a Roma una marcia per la ragazza, figlia di un messo vaticano, scomparsa nel 1983

“Chi sa parli, faccia i nomi”. E’ l’appello di Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela, la ragazza scomparsa a Roma nel 1983. “Le dichiarazioni di Padre Amorth (il capo mondiale degli esorcisti che è intervenuto sul caso Orlandi parlando a la Stampa di un delitto a sfondo sessuale e di festini organizzati nella chiesa di Sant’Apollinare in cui era coinvolto come reclutatore di ragazze anche un gendarme della Santa Sede, ndr), non hanno valore se non si fanno nomi e cognomi delle persone” dice a SkyTG24. E ricorda: “Sapevo che Suor Dolores, la direttrice della scuola di musica frequentata da Emanuela, evitava di portare le ragazze a messa nella chiesa di Sant’Apollinare”.

Proprio nella chiesa di Sant’Apollinare, è stata riaperta di recente la tomba di De Pedis, il boss della Banda della Magliana. “So che hanno trovato ossa molto recenti, si tratta comunque di un fatto molto inquietante visto che la struttura è di età napoleonica”. Per Pietro Orlandi è comunque “importante che ci sia stata di recente la collaborazione da parte del Vaticano con i magistrati. C’è un cambiamento di rotta nelle coscienze. Anche l’apertura di Sant’Apollinare permette di toglierci un dubbio”. L’ex rettore della Basilica di Sant’Apollinare, Don Vergari, è uno dei cinque indagati per la scomparsa della Orlandi. Con lui sono iscritti Sabrina Minardi, l'amante di Renatino De Pedis, che per prima nel 2008 raccontò del coinvolgimento del boss nel sequestro di Emanuela Orlandi, e altri tre esponenti della holding del crimine, ovvero Angelo Cassani, Gianfranco Cerboni e Sergio Virtù.

Il fratello di Emanuela non crede comunque al delitto sfondo sessuale. “Secondo me il movente è un filo che lega l’attentato a Papa Giovanni Paolo II, l’omicidio Calvi (l'ex presidente del Banco Ambrosiano trovato impiccato a Londra nel 1982) e il sequestro di mia sorella”. Per cercare la verità, il 27 maggio a Roma è stata organizzata una marcia per Emanuela e non solo. “Sarà una manifestazione per tutte quelle persone a cui la giustizia è stata negata”.

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