Emilia, voglia di ripartire: “Siamo più forti del sisma”

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A 3 giorni dal terremoto il sindaco di Finale Emilia annuncia la riapertura di alcune aziende e di un paio di bar. Intanto la Protezione civile e i volontari continuano ad assistere gli sfollati, tra una scossa e l’altra: l’ultima di magnitudo 3,7

Tre aziende riaperte, un'officina e un paio di bar con la saracinesca alzata: Finale Emilia cerca di ripartire nonostante le ultime scosse che hanno raggiunto una magnitudo 3.7. Il sindaco Fernando Ferioli ha confermato la riapertura di un'azienda che produce macchinari di movimentazione terra, una fabbrica di ceramiche e un'azienda che produce marmitte mentre alcuni bar vicini al centro hanno alzato la saracinesca. "E' la dimostrazione - ha detto il sindaco - che Finale vuol ripartire da subito".
A tre giorni dal terremoto del 20 maggio che ha sconvolto l’Emilia Romagna si cerca dunque un modo per tornare alla normalità. Ma non è facile.
"I danni sono inquantificabili: abbiamo perso tutto il patrimonio artistico ma siamo più forti noi del terremoto. Abbiamo la possibilità di ricostruirci da soli, ci diano questa possibilità", dice il primo cittadini di Finale Emilia, dopo che il governo ha annunciato lo stanziamento di 50 milioni per l'emergenza delle province di Modena e Ferrara.

Sono ancora migliaia gli sfollati. La Protezione civile sta fornendo assistenza a quasi 6mila persone e non è l’unica. Sono tante le associazioni e i volontari che si sono recati nei luoghi più colpiti dal sisma per aiutare la popolazione.
Il direttore della Protezione civile dell’Emilia Romagna, Demetrio Egidi, ha fatto sapere che la macchina dei soccorsi e dell’assistenza non si è mai fermata. Ma ha anche sottolineato le difficoltà che crea la prosecuzione dello sciame sismico nei paesi più vicini all'epicentro. "Le scosse creano disagio e ansietà e così chi era appena rientrato a casa perché agibile, esce di nuovo per paura". Nella mattina di mercoledì 23 maggio una scossa di magnitudo 3.7 è stata avvertita intorno alle ore 9 proprio a Finale Emilia. Una delle tante.

Le persone in difficoltà vengono ospitate in tende, strutture fisse (come palestre e palazzetti) o alberghi. "Noi continuiamo a implementare la ricettività - ha spiegato Egidi - Siamo quasi a quota 6.000 richieste, distribuite tra la provincia di Modena dove sono 4.200-4.500, 1.300 nel Ferrarese, circa 300 nella provincia di Bologna". Continuano anche i controlli sulla stabilità degli edifici. "Abbiamo già fatto 2.500 verifiche sia con i vigili del fuoco sia con i nostri tecnici specializzati. Andremo avanti per 15-20 giorni", ha concluso.

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