Appalti, maxi sequestro di beni a Balducci e Anemone

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Tra le ricchezze sottratte alla "cricca" le quote della società proprietaria del Salaria Sport Village e 11 conti correnti. E c'è un nuovo indagato, Gaetano Blandini, all’epoca capo della direzione generale per il Cinema del Ministero dei Beni Culturali

Il direttore generale della Siae Gaetano Blandini è indagato dalla procura di Roma per concorso in corruzione nell'ambito dell'inchiesta Grandi eventi che ha portato proprio oggi, giovedì 17 maggio, al sequestro di beni per un valore di 16 milioni di euro a tre persone, tra cui il costruttore romano Diego Anemone e l'ex provveditore alle Opere pubbliche Angelo Balducci, elementi di rilievo della cosiddetta "cricca" che avrebbe pilotato appalti di grandi opere come il G8 alla Maddalena o i Mondiali di nuoto. All'epoca dei fatti contestati, Blandini era a capo della direzione generale per il Cinema presso il ministero dei Beni Culturali.

Indagato Blandini - L'iscrizione nel registro degli indagati di Blandini, si legge nel provvedimento, è dovuta al fatto che "in qualità di dirigente del ministero " ha" concesso o fatto concedere, in virtù della carica ricoperta, ripetuti finanziamenti in favore di società di produzione cinematografica per la realizzazione di film interpretati da Lorenzo Balducci, figlio di Angelo. In particolare, Blandini ha finanziato i film Gas (2005), Last Minute Marocco (2007), Ce n'è per tutti (2009), Aspettando Godard (2009) e Io, Don Giovanni (2009), tutti interpretati da Lorenzo Balducci. In cambio, prosegue il Gip, Blandini "otteneva" da Balducci, "per il tramite di Anemone, quale titolare dell'omonimo gruppo imprenditoriale e già avvinto da vincolo corruttivo con Balducci, ripetute utilità”. In particolare, in cambio di alcuni lavori di ristrutturazione svolti su richiesta di Balducci da imprese di fiducia di Anemone presso la sua abitazione, avrebbe deliberato finanziamenti pubblici per 1,8 milioni di euro a società di produzione cinematografica per la realizzazione di film interpretati da Lorenzo Balducci.

Sequestrati beni di lusso - Tra i beni sequestrati ad Anemone e Balducci, spiegano i finanzieri, anche le quote della società proprietaria del centro sportivo della capitale "Salaria Sport Village", 26 tra case di pregio e terreni a Roma, Siena e Belluno, 11 conti correnti, una cassetta di sicurezza e un'auto di lusso. Il sequestro è avvenuto nell'ambito dell'indagine della procura di Roma sul presunto sistema di corruzione grazie al quale le imprese del gruppo Anemone sono riuscite ad aggiudicarsi appalti pubblici per circa 300 milioni di euro, fra cui quelli relativi al vertice G8 alla Maddalena, ai mondiali di Nuoto del 2009 e alle celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Balducci è accusato di aver assegnato o fatto assegnare senza gare gli appalti delle opere pubbliche a imprese direttamente o indirettamente riconducibili alla famiglia Anemone. Nell'ambito della vicenda, lo scorso anno, i pm di Perugia, hanno chiesto il rinvio a giudizio per 19 persone - tra cui l'ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso, Anemone e Balducci - e 11 società.

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